Perdere fra 50 e 100 capelli al giorno è normale (NHS). Si parla di caduta vera quando se ne perdono molti di più per settimane, o quando i capelli si diradano in modo visibile.
Le cause più comuni sono due: la calvizie ereditaria (alopecia androgenetica), che è lenta e progressiva, e il telogen effluvium, una caduta abbondante ma temporanea che arriva qualche mese dopo uno stress, una malattia, un intervento o un parto. Fra i trattamenti, quelli con le prove migliori sono il minoxidil e, per gli uomini, la finasteride. Vitamine e integratori aiutano soprattutto se c’è una carenza.
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Punti chiave
- 50-100 capelli al giorno sono la perdita normale, spesso senza accorgersene (NHS).
- Dopo stress, febbre alta, interventi o parto la caduta arriva qualche mese dopo, e di solito i capelli tornano folti in 6-9 mesi (American Academy of Dermatology).
- Minoxidil nelle donne: in sei studi, la ricrescita da moderata a marcata è stata quasi doppia rispetto al placebo (Cochrane, 2016).
- Finasteride negli uomini: aumenta il numero di capelli, con un piccolo aumento del rischio di disturbi sessuali (Mella e colleghi, 2010).
- Troppa vitamina A o selenio fa cadere i capelli: gli integratori “per capelli” non vanno presi a caso.
Quanti capelli è normale perdere?
Ogni capello vive un ciclo: una lunga fase di crescita (anagen, che dura anni), una breve fase di transizione e una fase di riposo (telogen), alla fine della quale cade per lasciare posto a un capello nuovo. In ogni momento la maggior parte dei capelli è in crescita e una parte più piccola è a riposo.
Per questo perderne 50-100 al giorno è fisiologico (NHS). Ne vedi di più nei giorni in cui li lavi, perché il lavaggio fa cadere tutti insieme quelli già pronti a staccarsi. In autunno molte persone notano una caduta più abbondante: ne parliamo nella guida alla caduta dei capelli in autunno.
Segnali che vale la pena far valutare:
- capelli che cadono a ciocche o lasciano chiazze calve;
- diradamento evidente sulla sommità o sulla riga che si allarga;
- caduta accompagnata da prurito, bruciore, desquamazione o dolore al cuoio capelluto;
- perdita improvvisa e abbondante senza un motivo apparente.
Le cause della caduta dei capelli
L’American Academy of Dermatology ne elenca diciotto (AAD). Qui le raggruppiamo per frequenza e per come si riconoscono.
| Causa | Come si presenta | Si recupera? |
|---|---|---|
| Alopecia androgenetica | Diradamento lento: stempiatura e vertice negli uomini, riga centrale che si allarga nelle donne | Si può rallentare con terapie, non guarisce da sola |
| Telogen effluvium | Caduta diffusa e abbondante qualche mese dopo stress, febbre, intervento, parto, dieta drastica | Sì, di solito in 6-9 mesi |
| Carenze nutrizionali | Diradamento diffuso con stanchezza; ferro, proteine, zinco, biotina | Sì, correggendo la carenza |
| Tiroide | Capelli sottili, a volte ciocche alla spazzolatura | Sì, curando la tiroide |
| Alopecia areata | Chiazze rotonde completamente glabre | Spesso sì, con andamento variabile |
| Acconciature che tirano | Diradamento sulle tempie e lungo l’attaccatura | Sì se si interviene presto; può diventare permanente |
| Farmaci e chemioterapia | Caduta che inizia dopo l’avvio di una terapia | Di solito sì alla fine della terapia |
| Eccesso di vitamina A o selenio | Caduta diffusa in chi prende integratori ad alte dosi | Sì, sospendendoli |
Alopecia androgenetica: la calvizie ereditaria
È la causa più comune di diradamento progressivo, sia negli uomini sia nelle donne. Su base genetica, i follicoli diventano sensibili agli ormoni androgeni e si “miniaturizzano”: producono capelli sempre più sottili e corti, finché smettono. Può iniziare già nell’adolescenza, ma di solito compare più tardi (AAD).
Negli uomini segue lo schema classico di stempiatura e vertice. Nelle donne il diradamento è più diffuso sulla parte alta della testa, con la riga che si allarga, e raramente porta a una calvizie completa.
Telogen effluvium: la caduta “di ritorno”
Un forte stress fisico o emotivo può spingere molti capelli insieme nella fase di riposo. La caduta però si vede solo qualche mese dopo: è il motivo per cui spesso non si collega alla causa. Gli inneschi tipici sono parto, febbre alta, un intervento chirurgico, una malattia importante, una dieta molto restrittiva, un lutto o un periodo di stress intenso. Secondo l’AAD, una volta finita la fase di caduta, la maggior parte delle persone torna alla densità normale in 6-9 mesi (AAD).
Carenze: ferro, proteine, zinco, biotina
Una carenza di ferro, proteine, zinco o biotina può causare una caduta evidente, che migliora quando la carenza viene corretta (AAD). Il ferro è il caso più discusso. Una revisione della Cleveland Clinic ha concluso che le prove non bastano per raccomandare il ferro a chi ha caduta e carenza di ferro senza anemia, ma che in quella clinica controllano comunque il ferro a tutti i pazienti con caduta, e che l’anemia da carenza di ferro va sempre trattata (Trost e colleghi, Journal of the American Academy of Dermatology, 2006). Più dettagli nella guida su ferro e stanchezza.
Una revisione del 2019 su vitamine e minerali conferma il quadro: le carenze sono un fattore di rischio modificabile, ma servono studi controllati più grandi per sapere quanto l’integrazione aiuti chi non è carente (Almohanna e colleghi, Dermatology and Therapy, 2019).
Tiroide, ormoni e ovaio policistico
Sia la tiroide lenta sia quella troppo attiva possono diradare i capelli, e curare il problema di tiroide di solito fa regredire la caduta. Nelle donne una causa ormonale frequente è la sindrome dell’ovaio policistico; anche la sospensione di alcune pillole anticoncezionali può dare una caduta temporanea (AAD).
Quando sono gli integratori a far cadere i capelli
È la causa più ironica, ed è documentata: assumere grandi quantità di vitamina A o di selenio è tossico e può far cadere i capelli (AAD). Molti prodotti “per capelli” contengono proprio selenio e vitamina A: sommarne due o tre, magari insieme a un multivitaminico, è il modo più semplice per superare i limiti.
Quando andare dal medico o dal dermatologo
Prima di spendere in trattamenti o centri tricologici, conviene capire la causa (NHS). Il medico di base può prescrivere esami del sangue utili (emocromo, ferritina, funzione tiroidea) e indirizzarti dal dermatologo se serve.
Vai senza aspettare se:
- la caduta è improvvisa e abbondante, o a chiazze;
- il cuoio capelluto è arrossato, dolente, desquamato;
- hai anche stanchezza marcata, perdita di peso, ciclo irregolare o peli in eccesso sul viso;
- hai iniziato da poco un farmaco nuovo. In questo caso non sospenderlo da solo: parlane con chi te l’ha prescritto.
Cosa funziona contro la caduta dei capelli
Minoxidil
È il trattamento topico con più prove, per donne e uomini. La revisione Cochrane sulla caduta femminile ha raccolto 47 studi con 5.290 partecipanti. In sei studi, il 26% delle donne trattate con minoxidil ha riferito una ricrescita da moderata a marcata, contro il 14% con il placebo: un rapporto di quasi due a uno. Anche le valutazioni dei medici lo confermano, e il conteggio dei capelli è aumentato di circa 13 per centimetro quadrato (van Zuuren e colleghi, Cochrane, 2016).
Due cose da sapere. Funziona solo finché lo usi: sospendendolo, i capelli guadagnati si perdono di nuovo (NHS). E nelle prime settimane può aumentare la caduta, perché spinge i capelli a riposo a cadere per far posto a quelli nuovi. Il minoxidil orale a basso dosaggio è un’opzione sempre più usata dai dermatologi, ma è un farmaco da prescrizione con effetti collaterali che crescono con la dose, fra cui peli in eccesso sul corpo ed effetti cardiovascolari (Gupta e colleghi, 2022).
Finasteride, solo per gli uomini
La finasteride orale aumenta il numero di capelli negli uomini con calvizie ereditaria. Una revisione sistematica ha trovato un aumento rispetto al placebo di circa il 9% a breve termine e del 24% a lungo termine. Il prezzo è un piccolo aumento del rischio di disfunzione erettile: secondo le stime, un caso in più ogni 82 uomini trattati (Mella e colleghi, Archives of Dermatology, 2010). Le donne non devono usarla (NHS). È un farmaco da prescrizione: la decisione va presa con il medico.
Correggere la causa
Per il telogen effluvium spesso non serve nessun trattamento: basta aspettare e, se possibile, eliminare l’innesco. Per carenze e problemi di tiroide la soluzione è curare il problema di base. Nessuna terapia funziona al 100% e non tutte funzionano per tutti (NHS).
Alimentazione e integratori: cosa possono fare
Una dieta con abbastanza proteine, ferro e zinco è la base, soprattutto per chi segue diete vegetariane, ha cicli abbondanti o ha perso peso in fretta. Trovi gli alimenti più utili nella guida ai 10 alimenti per capelli più sani.
In Europa tre nutrienti hanno un’indicazione autorizzata sul mantenimento di capelli normali: biotina, selenio e zinco. Il rame contribuisce alla normale pigmentazione dei capelli (Regolamento UE 432/2012). Sono indicazioni sul mantenimento, non sulla ricrescita: servono soprattutto a chi ne assume poco.
Attenzione alla biotina prima degli esami del sangue. Ad alte dosi può falsare alcuni esami di laboratorio, compresi quelli della tiroide: la linea guida 2026 della European Thyroid Association la elenca fra le interferenze da escludere quando i risultati non tornano (Campi e colleghi, European Thyroid Journal, 2026). Se la prendi, dillo al medico prima di un prelievo.
Cosa fare ogni giorno per i capelli
- Lava i capelli quando servono, con uno shampoo delicato: lavarli spesso non li fa cadere, ti fa solo vedere quelli che stavano già per staccarsi.
- Evita le acconciature strette (code alte, trecce tirate, extension pesanti): la trazione continua può causare una caduta permanente (AAD).
- Limita trattamenti chimici e calore: tinte, permanenti, stiratura e piastra molto calda danneggiano il fusto.
- Asciuga con delicatezza, tamponando senza strofinare.
- Cura il cuoio capelluto: forfora, dermatite seborroica e psoriasi vanno trattate, perché un cuoio capelluto infiammato non aiuta la crescita.
- Mangia abbastanza proteine e non fare diete drastiche: un calo di peso rapido è uno degli inneschi del telogen effluvium.
Un trattamento cosmetico per cute e lunghezze
Fra i prodotti che abbiamo analizzato c’è Neumi Hair, uno spray senza risciacquo per cuoio capelluto e lunghezze con niacinamide, tripeptide di rame, glutatione, L-cisteina, acido ialuronico e pantenolo. È un cosmetico pensato per idratare e trattare la cute, da usare ogni giorno su capelli umidi o asciutti.
Va detto con chiarezza: non è un farmaco e non sostituisce minoxidil o finasteride nella calvizie ereditaria. Il tripeptide di rame (GHK-Cu) è studiato soprattutto in cosmetica della pelle, con dati di laboratorio e animali sui follicoli e pochi studi sull’uomo (Pickart e colleghi, 2015). Ha senso come parte di una routine di cura del cuoio capelluto, magari mentre aspetti che un telogen effluvium si risolva. La gamma completa è in Neumi recensioni e prezzi e modalità d’ordine nella pagina prezzi Neumi e come acquistarli.
Domande frequenti
Lo stress fa cadere i capelli?
Sì. Un periodo di stress forte, fisico o emotivo, può causare un telogen effluvium, con una caduta abbondante che inizia qualche mese dopo. Di solito i capelli tornano folti in 6-9 mesi.
La caduta dei capelli si ferma da sola?
Dipende dalla causa. Il telogen effluvium si risolve quasi sempre da solo. La calvizie ereditaria invece progredisce, e si può solo rallentare con trattamenti come minoxidil e finasteride.
Quali esami fare per la caduta dei capelli?
Di solito emocromo, ferritina e funzione tiroidea, ma la scelta spetta al medico in base ai sintomi. Nelle donne con ciclo irregolare si valutano anche gli ormoni.
Gli integratori per capelli funzionano?
Aiutano se c’è una carenza, per esempio di ferro, zinco o biotina. Se non sei carente l’effetto è incerto, e alte dosi di vitamina A e selenio possono addirittura peggiorare la caduta.
Lavare spesso i capelli li fa cadere?
No. Il lavaggio fa cadere i capelli che erano già nella fase finale del ciclo. Per questo dopo lo shampoo ne vedi di più, ma il totale non cambia.
A cura di Alessandro Rivale per Curarsi al Naturale. Alessandro non è un medico: questo articolo riassume le fonti citate e non sostituisce il parere di un dermatologo o di un altro professionista sanitario. Ultimo aggiornamento: 15 ottobre 2026.


