Quercetina e fisetina senolitici: cellule senescenti, studi e dosaggi

La quercetina e la fisetina sono due flavonoidi di origine vegetale che negli ultimi anni hanno attirato l’attenzione della comunità scientifica per la loro attività senolitica: la capacità di eliminare selettivamente le cellule senescenti, spesso definite “cellule zombie” perché non si dividono più ma restano metabolicamente attive, rilasciando sostanze infiammatorie che danneggiano i tessuti circostanti. L’accumulo di cellule senescenti è oggi riconosciuto come uno dei meccanismi centrali dell’invecchiamento biologico.

In questa guida di CurarsiAlNaturale.it analizziamo cosa sono le cellule senescenti, perché si accumulano con l’età, come funzionano i composti senolitici, le evidenze scientifiche su quercetina e fisetina da studi preclinici e clinici, i dosaggi utilizzati nella ricerca, il profilo di sicurezza e le prospettive future di questa strategia anti-invecchiamento.

Cosa sono le cellule senescenti e perché sono un problema

La senescenza cellulare è uno stato in cui una cellula smette definitivamente di dividersi in risposta a un danno (al DNA, allo stress ossidativo, all’accorciamento dei telomeri o a segnali oncogenici). In condizioni normali, la senescenza è un meccanismo protettivo: impedisce alle cellule danneggiate di replicarsi e potenzialmente trasformarsi in cellule tumorali. Il sistema immunitario riconosce e rimuove le cellule senescenti attraverso un processo di sorveglianza.

Il problema emerge con l’invecchiamento. Con l’età, il sistema immunitario diventa meno efficiente nel riconoscere e rimuovere le cellule senescenti, che si accumulano nei tessuti. Queste cellule, pur non dividendosi, rimangono metabolicamente attive e rilasciano un cocktail di molecole pro-infiammatorie, enzimi di degradazione e fattori di crescita noto come SASP (fenotipo secretorio associato alla senescenza). Il SASP include citochine come IL-1α, IL-6, metalloproteinasi (MMP-9, MMP-12) e altri mediatori che causano infiammazione cronica, danneggiano la matrice extracellulare e, aspetto particolarmente insidioso, inducono senescenza nelle cellule sane vicine, creando un effetto a cascata.

Studi su modelli animali hanno dimostrato che l’eliminazione genetica o farmacologica delle cellule senescenti ritarda l’insorgenza di malattie croniche, migliora la funzione fisica e prolunga la durata della vita. Questo ha aperto la strada alla ricerca di composti in grado di eliminare selettivamente le cellule senescenti: i senolitici.

Cosa sono i composti senolitici e come funzionano

I senolitici sono molecole che eliminano selettivamente le cellule senescenti sfruttando una loro vulnerabilità specifica. Le cellule senescenti sopravvivono grazie all’attivazione di reti di sopravvivenza anti-apoptotiche (vie come PI3K/AKT, BCL-2/BCL-xL e p21) che le proteggono dalla morte programmata. I senolitici disattivano temporaneamente queste reti di protezione, permettendo alla cellula senescente di andare incontro all’apoptosi (morte cellulare programmata) che il suo stesso ambiente infiammatorio tenderebbe naturalmente a indurre.

Un aspetto fondamentale dei senolitici è il meccanismo “colpisci e fuggi”: non richiedono una somministrazione continua. Poiché le cellule senescenti impiegano settimane o mesi per riaccumularsi, i senolitici possono essere somministrati in modo intermittente (per esempio 3 giorni consecutivi ogni poche settimane), a differenza dei farmaci tradizionali che richiedono assunzione quotidiana. Le emivite di dasatinib e quercetina sono inferiori alle 11 ore, eppure gli effetti persistono per settimane dopo la somministrazione.

I senolitici si distinguono dai composti senomorfici, che non eliminano le cellule senescenti ma ne sopprimono il fenotipo secretorio (SASP) senza ucciderle. Quercetina e fisetina hanno mostrato sia attività senolitica che senomorfica, a seconda del tipo cellulare e della concentrazione.

Quercetina: il primo flavonoide identificato come senolitico

La quercetina è un flavonolo presente in numerosi alimenti: cipolle (soprattutto rosse), mele, frutti di bosco, capperi, tè verde, broccoli e uva. È uno dei flavonoidi più diffusi nella dieta umana, con un apporto giornaliero medio stimato tra 5 e 40 mg nella dieta occidentale.

Nel 2015, il gruppo di Zhu, Tchkonia e Kirkland della Mayo Clinic ha identificato la quercetina come il primo flavonoide con attività senolitica documentata. La quercetina agisce inibendo la via PI3K e altre chinasi coinvolte nella sopravvivenza delle cellule senescenti. È particolarmente efficace contro i preadipociti senescenti e le cellule endoteliali senescenti, ma meno efficace contro altri tipi cellulari. Per questo motivo, nella ricerca clinica viene quasi sempre combinata con il dasatinib, un inibitore delle tirosina chinasi approvato come farmaco oncologico.

La combinazione dasatinib + quercetina (D+Q) è la più studiata tra i protocolli senolitici. Il dasatinib è più efficace contro le cellule senescenti di tipo mesenchimale (cellule staminali adipose, fibroblasti), mentre la quercetina agisce meglio sui preadipociti e sulle cellule endoteliali. Insieme, coprono un ventaglio più ampio di tipologie cellulari senescenti.

Fisetina: il senolitico naturale più potente

La fisetina è un flavonolo presente in quantità ridotte in fragole (160 µg/g), mele (26 µg/g), cachi, cetrioli, cipolle e uva. Nel 2018, lo studio di Yousefzadeh e colleghi pubblicato su EBioMedicine ha testato 10 flavonoidi per la loro attività senolitica e ha identificato la fisetina come il più potente tra quelli analizzati. La fisetina inibisce le vie di sopravvivenza delle cellule senescenti, sopprime i marcatori di senescenza come p16 e p21, e riduce i fattori del SASP.

Nello stesso studio, la somministrazione di fisetina a topi molto anziani (equivalente a circa 75 anni umani) ha prodotto un’estensione della durata media e massima della vita di circa il 15%, con riduzione degli enzimi epatici, dello stress ossidativo lipidico e aumento dei livelli di glutatione. L’effetto persisteva anche dopo la sospensione del trattamento, coerentemente con il meccanismo “colpisci e fuggi” dei senolitici.

A differenza della quercetina, la fisetina ha mostrato un’efficacia senolitica più ampia su diverse tipologie cellulari. Inoltre, la fisetina ha documentate proprietà neuroprotettive in modelli animali di diabete, asma e malattie neurodegenerative, il che la rende un composto con un profilo di interesse particolarmente ampio nella ricerca sull’invecchiamento.

Trial clinici sull’uomo: le prime evidenze

Dasatinib + quercetina nella malattia renale diabetica

Il trial pilota di Hickson e colleghi (2019, Mayo Clinic) è lo studio di riferimento. Nove pazienti con malattia renale diabetica hanno ricevuto 3 giorni di D+Q (dasatinib 100 mg + quercetina 1.000 mg). Le biopsie di tessuto adiposo e cute, raccolte 11 giorni dopo la fine del trattamento, hanno mostrato una riduzione significativa delle cellule senescenti: diminuzione delle cellule p16⁺ e p21⁺ nel tessuto adiposo (riduzione del 35% e del 17%), riduzione dell’attività della beta-galattosidasi associata alla senescenza, diminuzione dei macrofagi tissutali e riduzione dei fattori SASP circolanti (IL-1α, IL-6, MMP-9, MMP-12). È la prima dimostrazione diretta che i senolitici riducono le cellule senescenti nell’uomo.

D+Q nella fibrosi polmonare idiopatica

Lo studio di Justice e colleghi (2019) ha valutato D+Q in pazienti con fibrosi polmonare idiopatica, una malattia fatale associata alla senescenza cellulare. Dopo 3 settimane di trattamento intermittente, i pazienti hanno mostrato miglioramenti clinicamente significativi nella funzione fisica, nella velocità di deambulazione e nel test del cammino in 6 minuti.

D+Q nell’Alzheimer lieve

Un trial di fattibilità di fase 1 (Gonzales e colleghi, 2022) ha testato D+Q in 5 pazienti con Alzheimer lieve. Lo studio ha confermato la fattibilità e la sicurezza del protocollo, con rilevamento di dasatinib e quercetina nel liquido cerebrospinale (indicando il passaggio della barriera emato-encefalica). Non era dimensionato per valutare l’efficacia.

Effetti sugli orologi epigenetici

Lo studio di Lee e colleghi (2024) ha misurato l’effetto di D+Q e della combinazione D+Q+Fisetina sugli orologi epigenetici in 19 partecipanti sani trattati per 6 mesi. I risultati sono stati inattesi: il trattamento con D+Q ha mostrato un aumento dell’accelerazione dell’età epigenetica negli orologi di prima generazione e una diminuzione della lunghezza dei telomeri. L’aggiunta di fisetina (gruppo D+Q+F) non ha mostrato le stesse variazioni. Questi risultati suggeriscono che la relazione tra senolitici e età biologica è più complessa di quanto inizialmente ipotizzato e richiede ulteriori indagini.

Trial sulla fisetina

Diversi trial clinici sulla fisetina sono in corso o sono stati completati, tra cui uno studio sulla fragilità in donne anziane (NCT03325322) e studi sull’osteoartrite. I risultati pubblicati sono ancora limitati. La fisetina è oggetto di indagine anche nell’ambito del programma XPRIZE per la longevità, che ha stimolato trial combinati al Mount Sinai.

Limiti della ricerca e questioni aperte

La ricerca sui senolitici nell’uomo è ancora in una fase molto precoce. Tutti gli studi pubblicati sono studi pilota o di fase 1, con campioni molto piccoli (da 5 a 19 partecipanti), senza gruppi di controllo randomizzati (ad eccezione dello studio sugli orologi epigenetici) e con durate brevi. Mancano trial di fase 2 e 3 con endpoint clinici rilevanti come mortalità, incidenza di malattie croniche o misurazione validata dell’età biologica.

Un’altra questione aperta riguarda la selettività. Lo studio di Gadecka (2025) ha mostrato che D+Q modifica la struttura della cromatina sia nelle cellule senescenti che nelle cellule giovani e sane, causando in queste ultime alcuni cambiamenti caratteristici della senescenza. Questo solleva domande sulla sicurezza a lungo termine della somministrazione ripetuta di senolitici, in particolare riguardo ai possibili effetti sulle cellule non senescenti.

I flavonoidi come quercetina e fisetina agiscono su numerosi processi biologici. Attribuire i loro effetti esclusivamente all’eliminazione delle cellule senescenti è un’eccessiva semplificazione. Parte dei benefici osservati potrebbe derivare dalle loro proprietà antiossidanti, antinfiammatorie o di modulazione del microbiota, indipendentemente dall’azione senolitica.

Dosaggi utilizzati nella ricerca

Nei trial clinici con D+Q, il protocollo standard prevede dasatinib 100 mg + quercetina 1.000 mg al giorno per 3 giorni consecutivi, ripetuti ogni 2-4 settimane. Il dasatinib è un farmaco soggetto a prescrizione medica e non acquistabile come integratore. La quercetina è disponibile come integratore alimentare.

Per la fisetina, gli studi su topi hanno utilizzato dosi equivalenti a circa 20 mg/kg di peso corporeo nell’uomo (circa 1.400 mg per una persona di 70 kg), somministrate per 2 giorni consecutivi. I trial clinici in corso utilizzano dosaggi tra 500 e 2.000 mg al giorno. Non esistono ancora linee guida ufficiali per dosaggi senolitici nell’uomo.

Profilo di sicurezza e precauzioni

La quercetina ha un buon profilo di sicurezza documentato come integratore alimentare a dosaggi fino a 1.000 mg al giorno. La fisetina non ha mostrato effetti avversi in studi preclinici a dosaggi molto elevati (fino a 3 g/kg al giorno per un mese nei topi). Tuttavia, l’uso come senolitico a dosaggi elevati e somministrazione intermittente è un protocollo relativamente nuovo per il quale i dati di sicurezza a lungo termine sono ancora limitati.

Il dasatinib, componente farmacologica del protocollo D+Q, ha effetti collaterali documentati (nausea, diarrea, edema, citopenie) e richiede prescrizione e monitoraggio medico. L’uso di D+Q come senolitico è attualmente limitato al contesto della ricerca clinica e non dovrebbe essere praticato in autonomia. La quercetina e la fisetina da sole, come integratori, hanno un profilo di rischio molto più basso, ma le loro proprietà senolitiche a dosaggi standard (100-500 mg al giorno) non sono state dimostrate nell’uomo.

Domande frequenti su quercetina e fisetina

Cosa sono le “cellule zombie”?

È un termine divulgativo per indicare le cellule senescenti: cellule che hanno smesso di dividersi ma non muoiono. Restano nei tessuti, rilasciando sostanze infiammatorie che danneggiano le cellule circostanti e accelerano l’invecchiamento dei tessuti.

Posso prendere quercetina e fisetina come integratori?

Entrambe sono disponibili come integratori alimentari. Tuttavia, le dosi utilizzate negli studi senolitici (1.000 mg di quercetina, 1.400+ mg di fisetina) sono molto superiori ai dosaggi standard degli integratori (100-500 mg). Non è dimostrato che i dosaggi standard producano un effetto senolitico significativo nell’uomo.

La fisetina è più efficace della quercetina?

Negli studi preclinici, la fisetina ha mostrato un’attività senolitica più ampia e potente della quercetina, con efficacia su un numero maggiore di tipologie cellulari. Nell’uomo, mancano ancora studi comparativi diretti. La fisetina ha anche il vantaggio di non richiedere la combinazione con il dasatinib.

I senolitici sono sicuri?

I dati disponibili suggeriscono una buona tollerabilità a breve termine. Tuttavia, lo studio del 2025 sulla cromatina solleva domande sulla sicurezza a lungo termine, mostrando che D+Q può influenzare anche le cellule sane. Sono necessari trial più ampi e di durata maggiore prima di poter trarre conclusioni definitive.

In quali alimenti si trovano quercetina e fisetina?

La quercetina è abbondante in cipolle rosse, mele, capperi, frutti di bosco e tè verde. La fisetina si trova in fragole, mele, cachi, cetrioli e cipolle, ma in concentrazioni molto basse: servirebbero oltre 8 kg di fragole al giorno per raggiungere i dosaggi senolitici testati negli studi.

Fonti scientifiche

Autori Anno Rivista Titolo DOI
Xu M. et al. 2018 Nature Medicine Senolytics improve physical function and increase lifespan in old age 10.1038/s41591-018-0092-9
Hickson L.J. et al. 2019 EBioMedicine Senolytics decrease senescent cells in humans: preliminary report from a clinical trial of D+Q in diabetic kidney disease 10.1016/j.ebiom.2019.08.069
Yousefzadeh M.J. et al. 2018 EBioMedicine Fisetin is a senotherapeutic that extends health and lifespan 10.1016/j.ebiom.2018.09.015
Justice J.N. et al. 2019 EBioMedicine Senolytics in idiopathic pulmonary fibrosis: results from a first-in-human, open-label, pilot study 10.1016/j.ebiom.2018.12.052
Lee E. et al. 2024 Aging Exploring the effects of Dasatinib, Quercetin, and Fisetin on DNA methylation clocks: a longitudinal study 10.18632/aging.205581
Gadecka A. et al. 2025 GeroScience The senolytic cocktail D+Q impacts the chromatin structure of both young and senescent vascular smooth muscle cells 10.1007/s11357-024-01504-6
Kirkland J.L. et al. 2017 Journal of the American Geriatrics Society The clinical potential of senolytic drugs 10.1111/jgs.14969
Zhu Y. et al. 2015 Aging Cell The Achilles’ heel of senescent cells: from transcriptome to senolytic drugs 10.1111/acel.12344
Gonzales M.M. et al. 2022 EBioMedicine Senolytic therapy in mild Alzheimer’s disease: a phase 1 feasibility trial 10.1016/j.ebiom.2021.103714
NIA Workshop 2021 Journal of Gerontology Repurposing drugs or dietary supplements for their senolytic or senomorphic effects: considerations for clinical trials 10.1093/gerona/glab199

 

Cosa dicono i lettori

“Non avevo mai sentito parlare di cellule senescenti prima di leggere questa guida. L’idea che si possano eliminare selettivamente con composti naturali come quercetina e fisetina è affascinante. Informazione di qualità.”

— Lorenzo Basile

“Ho apprezzato la chiarezza con cui viene spiegato il SASP e il meccanismo colpisci-e-fuggi. La distinzione tra dasatinib (farmaco) e quercetina (integratore) è fondamentale e qui è fatta bene.”

— Claudia Morandi

“La sezione sui limiti della ricerca è onesta e necessaria. Troppi siti vendono la fisetina come una cura miracolosa, qui si spiega cosa dice davvero la scienza e cosa resta da dimostrare.”

— Riccardo Fabbri

“Cercavo informazioni serie sulla fisetina e questa è la guida più completa che abbia trovato in italiano. Le fonti scientifiche con DOI permettono di verificare tutto. Eccellente.”

— Silvia Marchetti

“Lo studio pilota di Hickson sulla riduzione delle cellule senescenti nell’uomo è spiegato in modo comprensibile anche per chi non ha formazione medica. Curarsi al Naturale conferma la sua qualità.”

— Enrico De Santis

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