Trigliceridi alti: cosa sono, cause, sintomi, valori e cosa fare

Quando si parla di trigliceridi si vuole indicare il grasso o i lipidi che sono presenti negli alimenti. Un trigliceride è costituito dall’unione di una molecola di glicerolo con tre acidi grassi, che a loro volta si differenziano in base alla lunghezza ed alla presenza o meno di legami doppi, ovvero acidi grasso saturi, monoinsaturi e polinsaturi.

Si definisce trigliceride semplice, un trigliceride dove sono presenti tre acidi grassi uguali, mentre nel caso di trigliceridi misti, uno o più grassi si differenziano principalmente dai rimanenti. Nel nostro organismo essi rappresentano i componenti principali del tessuto adiposo, nel quale si accumulano all’interno delle cellule.

Tale sostanze fungono anche da riserva energetica, ovvero 1 chilogrammo di grassi fornisce circa 8700 chilo-calorie, ed anche da isolante termico, creando così una barriera naturale in presenza di basse temperature.

Valori dei trigliceridi

Per comprendere i valori dei trigliceridi presenti nel nostro sangue, basta semplicemente sottoporsi ad un esame del sangue. È consigliabile svolgere il test della trigliceridemia senza aver consumato pasti da almeno 12 ore, in maniera tale da avere degli risultati attendibili, per questo è opportuno consumare un pasto leggero la sera prima.

Generalmente nei soggetti con buono stato di salute, i trigloiceridi sono compresi tra i 50 ed 150 mg/dl (milligrammi per decilitro), invece, è considerato un valore ottimale quando questo è al di sotto dei 100 mg/dl.

Nello specifico i trigliceridi inferiori a 150 mg/dl sono considerati normali, mentre quando sono compresi tra i 150 ed i 200 mg/dl sono al limite. Un valore compreso tra i 200 ed i 400 mg/dl sono da considerare alti, mentre al di sopra dei 400 sono altissimi, e quindi molto pericolosi per lo stato di salute.

Per comprendere se un soggetto è a rischio cardiovascolare, viene affiancato al test dei trigliceridi quello del colesterolo e delle sue frazioni, ovvero colesterolo HDL e colesterolo LDL, conosciuti rispettivamente come buono e cattivo.

Trigliceridi

Trigliceridi alti

Trigliceridi alti è il termine molto utilizzato nel gergo comune per indicare la condizione clinica conosciuta come ipertrigliceridemia, ovvero concentrazione elevata di trigliceridi nel circolo sanguigno.

Molto spesso un valore elevato di tali sostanze viene associato al consumo di alcol ad esempio, oppure a causa di eccessi alimentari, specialmente nell’abuso di zuccheri, oppure l’impiego costante di estro-progestinici, dove è inclusa anche la pillola anticoncezionale, il diabete non curato adeguatamente, l’ipotiroidismo, il fumo di sigarette e gravi patologie renali.

La presenza di trigliceridi nel sangue, è un pericoloso segnale per la salute del nostro organismo, perché predispone allo sviluppo di patologie cardiovascolari, pancreatite ed aterosclerosi. Per trattare questa patologia è importante inizialmente adottare uno stile di vita sano con un regime alimentare dietetico e se questo non è sufficiente bisogna intraprendere un trattamento farmacologico adeguato.

Sintomi della trigliceridemia e dieta

La sintomatologia che si manifesta in presenza di trigliceridemia può variare da soggetto a soggetto ed in base alla gravità del disturbo. In presenza di valori elevati, ovvero superiori a 1.000 mg/dl, si potrebbero manifestare forti dolori addominali, oppure pancreatite in forma acuta, xantoma, ovvero degenerazione della pelle che tende ad assumere una colorazione giallastra a causa dell’accumulo dei lipidi nel sangue.

Tale condizione potrebbe migliorare con dei rimedi basilari come la correzione del sovrappeso e dell’obesità, oppure la riduzione di alcol, di zuccheri semplici, di cibi particolarmente calorici e preferire alla carne il consumo di due porzioni a settimana di pesce, unito all’assunzione di legumi.

Anche i grassi idrogenati non devo rientrare a far parte dell’alimentazione di coloro che soffrono di trigliceridi alti, ma preferire il consumo di cibi ricchi di antiossidanti. La dieta idonea che ha lo scopo di mantenere bassi i trigliceridi nel sangue deve puntare al contenimento delle porzioni alimentari con prevalenza di glucidi, come la pasta, il riso, la polenta, il pane ed i cereali.

Infine è opportuno frazionare le calorie giornaliere con 5 pasti al giorno, evitando le grandi abbuffate e porzioni troppo abbondanti. In conclusione consigliamo di effettuare l’esercizio fisico costante in modo particolare legato al picco glicemico post pranzo, come una passeggiata all’aria aperta oppure una pedalata in bicicletta.

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