Helicobacter pylori sintomi, cura, contagio e diagnosi

Helicobacter pylori

L’helicobacter pylori è un agente patogeno umano, cioè un batterio aggressivo che può infettare la mucosa gastrica presente all’interno dello stomaco. Se il batterio dell’helicobacter pylori aggredisce lo stomaco si scatena un’infiammazione che può diventare cronica e mutare in malattie come gastriti, ulcere, malattia del reflusso gastroesofageo e addirittura cancro.

L’helicobacter pylori vive esclusivamente nello stomaco, cioè in un ambiente prettamente acido e con presenza di ossigeno, e nella maggior parte dei casi è già presente nel nostro organismo ma in forma silente. Ciò significa che molte persone sono portatrici sane di questo batterio che però, grazie alle buone difese immunitarie, non diventa aggressivo garantendo una convivenza equilibrata.

Helicobacter pylori

Helicobacter pylori

La sua resistenza è notevole per questo, una volta scatenatosi, è difficile debellarlo con i farmaci. Il batterio fu scoperto dal medico italiano Giulio Bizzozero già alla fine del 1800, ma solo a metà del 1900 fu isolato per caso da due medici australiani. Nel 1994 il National Institutes of Health americano pubblica i primi studi che indicano l’helicobacter pylori come principale causa delle gastriti.

Helicobacter pylori sintomi

Non è scontato che l’infezione da helicobacter porti con sé dei sintomi. Nella maggior parte dei casi, infatti, il contagio rimane asintomatico o con segnali così lievi e generici da non far sospettare la sua presenza. Se l’infiammazione gastrica è in corso, invece, possono presentarsi malesseri come bruciori e dolori addominali, nonché nausea e vomito nei casi più gravi.

Helicobacter pylori sintomi

Helicobacter pylori sintomi

I sintomi dell’Helicobacter pylori  che devono portare il problema alla nostra attenzione sono:

I momenti della giornata dove i sintomi si fanno più insistenti sono quelli lontani dai pasti, cioè quando lo stomaco è vuoto. Nei casi più gravi la persona può addirittura perdere peso velocemente ed avere episodi di sanguinamento dalla bocca. Studi recenti condotti in Giappone dal Fukuoka Dental College hanno infine accertato che l’HP ha una capacità di sopravvivenza notevole in bocca e sulle labbra, tanto da provocare infezioni paradontali e alitosi.

Helicobacter pylori come avviene il contagio

Il contagio da helicobacter pylori avviene nella maniera più comune, cioè attraverso la trasmissione diretta da persona a persona. Essa si verifica sia per via orale, mediante saliva e muco, sia per via fecale. In quest’ultimo caso la trasmissione avviene attraverso la contaminazione di acqua o alimenti (frutta o verdura, ad esempio) che poi vengono ingeriti. Non è un caso, dunque, che l’infezione da HP avvenga più frequentemente in paesi dove scarseggia l’igiene.

Bere dallo stesso bicchiere, mangiare cibi contaminati da helicobacter pylori, non lavarsi accuratamente le mani dopo essere stati in bagno posso dunque portare alla trasmissione del batterio.

Anche il contatto con animali infettati può portare al contagio, ma questo avviene in maniera decisamente più rara. La trasmissione può avvenire anche in tenera età, normalmente tra i 3 ed i 5 anni, rimanendo silente fino all’età adulta. Nei casi più rari la diffusione dell’helicobacter pylori può avvenire durante indagini mediche, cioè dal dentista o addirittura in seguito ad esami endoscopici.

Helicobacter pylori test e diagnosi con Breath Test

Helicobacter pylori test

Helicobacter pylori test

Diagnosticare la presenza dell’helicobacter pylori è semplice, sono infatti numerosi i test, sia invasivi che non, a cui è possibile sottoporsi per rilevare la presenza del batterio. Tra le indagini meno invasive ci sono l’UBT (Urea Breath Test), i prelievi di sangue (per la ricerca di anticorpi nei valori di IgG e IgA) e l’analisi delle feci per la ricerca dell’antigene.

Tra questi l’esame più sicuro è sicuramente il Breath Test, che consiste nell’assunzione per via orale di una soluzione contenente urea, carbonio 13 e acido citrico e nella ricerca, dopo circa 20/25 minuti di tempo, di anidride carbonica nel respiro. La concentrazione più o meno alta di anidride consente di rilevare il contagio. Il test più affidabile rimane però quello invasivo effettuato per via endoscopica, con il prelievo di campioni biologici.

Si tratta della gastroscopia, esame in grado di valutare per prima cosa lo stato dello stomaco e accertare la presenza di ulcere ed alterazioni della mucosa gastrica. Durante la gastroscopia il medico specialista effettua anche il prelievo di una piccola quantità di mucosa gastrica che, una volta analizzata, è in grado di confermare la presenza dell’helicobacter. L’analisi istologica è, ad oggi, il metodo più sicuro e certo per rilevare la presenza dell’HP.

Helicobacter pylori rimedi e cura

Helicobacter pylori rimedi

Helicobacter pylori rimedi

Nel caso degli adulti, i trattamenti a cui è possibile sottoporsi per la cura dell’infezione da helicobacter pylori sono numerosi e prevedono l’assunzione di antibiotici ed inibitori della pompa gastrica (ad esempio omeprazolo e esomeprazolo). I primi servono ad uccidere il batterio, mentre i secondi a creare un ambiente sfavorevole per la sua sopravvivenza.

Gli antibiotici comunemente più utilizzati ed efficaci per la terapia sono a base di amoxicillina, tinidazolo e metronidazolo.

Si tratta di una terapia d’urto decisamente aggressiva che può durare da 2 a 3 settimane e solo successivamente si effettuano nuovi esami diagnostici per valutare se il batterio è scomparso. Tra i rimedi naturali da assumere, in grado di alleviare i sintomi ma non di curare l’infiammazione, ci sono il bicarbonato di sodio (da prendere dopo i pasti) e l’acqua, da bere almeno 2/3 litri al giorno, in grado di ridurre l’acidità nello stomaco.

La scienza odierna sta portando avanti numerose sperimentazioni sul trattamento delle infezioni da helicobater, per questo tra i rimedi più innovativi ci sono i vaccini e una nuova pillola ad effetto rapido. Nel primo caso il progetto “Helicovaxor” finanziato dall’Unione Europea si propone di lanciare sul mercato un vaccino orale in grado di individuare la sede dell’infezione ed agire miratamente per debellarlo.

La Clinica Universitaria di Gastroenterologia dell’Università di Magdeburg sta invece testando una nuova pillola ad effetto rapido, che contiene tre sostanze: bismuto subcitrato potassio, metronidazolo e tetraciclina cloridrato. Questa è stata già approvata dall’AIFA e presentata nel corso del 22° Congresso Nazionale delle Malattie Digestive e potrebbe essere disponibile in commercio entro breve tempo.

Helicobacter pylori: rimedi e sintomi nei bambini

L’infezione da helicobacter in età pediatrica è comune e persiste fino all’età adulta. Nella maggior parte dei casi è dovuta alla familiarità e alla predisposizione genetica. I sintomi che si verificano nei bambini non sono diversi da quelli degli adulti, quindi bruciore di stomaco, rigurgito, eruttazioni ma anche alito cattivo e dermatiti.

Proprio queste ultime, secondo alcuni autorevoli studi, sono tra i sintomi più tipici dell’infezione in tenera età: rosacee, psoriasi ed eczemi si presentano sulla pelle dei bambini in maniera più evidente. In caso di dubbi è importante rivolgersi al pediatra, che prescriverà una serie di accertamenti specifici. Se gli esami di laboratorio su sangue e feci non fossero sufficienti per riscontrare l’infezione da HP, si può procedere con una gastroscopia, che nel piccolo è effettuata attraverso l’uso dell’anestesia.

Come per gli adulti, la cura prevede la somministrazione di antibiotici, anche di due o tre tipi, per un periodo di tempo più lungo rispetto agli adulti. Anche i risultati della cura variano in età pediatrica: occorreranno infatti dai 6 agli 8 mesi di tempo per capire se l’infezione è stata debellata.

Questo perché l’organismo dei bambini è meno sensibile ai farmaci ed impiega più tempo per reagire ad infezioni simili. Tra i rimedi utilizzabili nei bambini per ridurre gli effetti collaterali degli antibiotici ed aumentare l’efficacia dei farmaci ci sono i probiotici.

I ricercatori del “Department of Natural Drugs, Faculty of Pharmacy” di Praga hanno, infatti, dimostrato l’utilità dei probiotici come i Lactobacilli evidenziando i benefici in uno studio pubblicato nel 2006.

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