Emoglobina bassa cause, rimedi e alimentazione

Cos’è l’emoglobina? Quali sono le relative cause e i sintomi dell’emoglobina bassa? Proviamo a fare un po’ di chiarezza con questo articolo.

Cosa è l’emoglobina?

L’emoglobina è una sostanza contenuta nel sangue, ed è fondamentale per il nostro organismo in quanto ha la funzione di assorbire l’ossigeno mediante la respirazione per poi trasportarlo nei vari organi che lo utilizzano per trarne energia.

Nello specifico, l’emoglobina bassa è una condizione dettata da un abbassamento della proteina contenuta nel sangue, a causa di una carenza nutrizionale o di una patologia. Ma vediamo più nello specifico quali sono le cause.

Emoglobina bassa cause

Erroneamente a quanto si pensa, l’emoglobina bassa è abbastanza frequente, tuttavia nella stragrande maggioranza dei casi la carenza può essere lieve, per cui in questo caso, non c’è assolutamente da preoccuparsi, visto e considerato che non è correlata ad una patologia.

Questa condizione è abbastanza frequente nelle donne in gravidanza, nei soggetti che seguono delle diete ipocaloriche e nelle donne che presentano perdite abbondanti di sangue a causa del ciclo mestruale. In altri casi l’emoglobina bassa è indice di patologie gravi.



Generalmente bassi livelli di emoglobina possono essere causati dai seguenti fattori:

  • anemia
  • carenza di ferro
  • abbondanti perdite mestruali o gravi emorragie dovute a traumi o patologie specifiche come ad esempio l’ulcera che scatena emorragie gastrointestinali
  • infezioni
  • gravidanza
  • carenza di vitamina B12 dovuta ad un malnutrizione o a malassorbimento
  • carenza di acido folico dovuta a malassorbimento, ad un utilizzo di farmaci o ad una frequente minzione
  • utilizzo di alcuni farmaci chemioterapici
  • linfomi
  • mielodisplasie
  • leucemie
  • malattie epatiche come la cirrosi o i tumori al fegato
  • avvelenamento da piombo
  • interventi di tipo chirurgici
  • morbo di Addison ( si tratta di una rara malattia cronica che colpisce la corteccia delle ghiandole surrenali diminuendone o azzerandone la funzionalità)

Ma l’emoglobina bassa è anche indice di talassemia, ovvero una malattia genetica che comporta una diminuzione della molecola contenuta nel sangue, che si distingue a sua volta in tre tipologie ovvero:

  • maior
  • intermedia
  • minor

Per quanto concerne il primo tipo, se non curata, porta l’individuo alla morte. Quella intermedia invece, è un’anemia medio-moderata che può produrre diversi problemi di salute, e in livelli occasionali si potrebbe richiedere trasfusioni di sangue, mentre quella minor, la malattia si manifesta in maniera benigna, l’unico problema che sorge quando si mettono al mondo i figli.

E’ importante dunque, sapere di esserne affetti in maniera tale da evitare di trasmettere al figlio la forma maior:

  • se entrami i genitori sono portatori sani esiste una possibilità su quattro che il loro figlio nasca talassemico
  • se soltanto uno dei genitori è portatore sano in questo caso il bambino avrà il 50% di possibilità di nascere sano e il 50% di essere portatore sano
  • se un genitore è malato di talassemia mentre l’altro è portatore sano il bambino al 50% sarà portatore sano
  • se uno dei genitori è portatore sano mentre l’altro è affetto da anemia mediterranea in questo caso il bambino avrà il 50% di probabilità di nascere portatore sano e il 50% di nascere talassemico

Ma cosa significa essere portatore sano di anemia mediterranea? Vuol dire che l’individuo nonostante è portatore di anemia poichè ha ereditato solo uno dei due genitori il gene modificato, non evidenzia i sintomi della talassemia e in aggiunta non sviluppa la malattia. In Italia si contano all’incirca 3 milioni i portatori sani.

Emoglobina bassa sintomi

Vediamo quali sono i principali sintomi di questa condizione:

  • sensazione di fiato corto
  • mancanza di energia durante le attività quotidiane
  • spossatezza, stanchezza
  • mal di testa e vertigini dovuti alla quantità ridotta di ossigeno al cervello
  • pelle pallida
  • gengive bianche
  • palpitazioni
  • freddo agli arti
  • astenia
  • dolori intercostali

Emoglobina bassa in gravidanza

Emoglobina bassa

Emoglobina bassa

Capita molto spesso che durante la gravidanza i valori del sangue tendono a non essere propriamente perfetti. Ma non bisogna avere nessun timore, poichè nella maggioranza dei casi si tratta di un fattore del tutto fisiologico.

Tuttavia è molto importante che ogni mese vengano fatte le analisi del sangue in maniera tale da controllare i valori e intervenire in tempo qualora si dovessero riscontrare delle anomalie.

Avere l’emoglobina bassa in gravidanza dunque è normale poichè man mano che le settimane passano si riscontra un calo dei valori di ferro. A causarlo è il cosiddetto fenomeno della emodiluzione: in pratica il sangue aumenta la parte liquida (plasma) mentre la parte corpuscolata del sangue (globuli rossi) diminuisce.



L’emodiluizione inizia dalle prime settimane di gravidanza e si accentua intorno alla 30esima settimana. Molto importanti dunque sono le analisi del sangue. Alla gestante verrà richiesto di sottoporsi ad un esame che misura la concentrazione di globuli rossi nel sangue (l’emocromo) e in particolar modo da esso si analizza la concentrazione di emoglobina presente.

In una donna adulta il valore dell’emoglobina è di 11-12, mentre l’ematocrito non deve scendere sotto i 35. Se all’inizio di una gestazione il valore dell’emoglobina è 10 mentre l’ematocrito è inferiore a 32 in questo caso siamo di fronte non più ad un fattore prettamente fisiologico bensì ad un caso di anemia. In virtù di quanto detto occorre immediatamente sottoporsi ad una terapia a base di ferro per poter integrare durante tutti i mesi della gravidanza le scorte che l’organismo necessita.

Rimedi

Per quanto riguarda il trattamento, esso dipenderà dalla causa che sta alla base del problema. Nei casi gravi si ricorre alla trasfusione di sangue, mentre per quelli meno gravi dovuti semplicemente ad un malassorbimento o ad una carenza di ferro si consiglia di mangiare alimenti ricchi di questo minerale.

Cosa Mangiare

Tra gli alimenti più ricchi di ferro troviamo il pesce, i legumi, la carne, la frutta, cereali integrali, e tutti i cibi ricchi di vitamina C.

Tuttavia ci sono alcuni alimenti che ostacolano l’assorbimento del ferro pertanto è consigliabile a tale riguardo evitare l’assunzione di tè e caffè soprattutto durante i pasti. Anche l’assunzione di latticini, filati e fibre contenuti nei cereali vanno assunti in questo caso con moderazione poichè potrebbero ostacolare l’assorbimento del minerale in questione.

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