Diverticolite: sintomi e dieta

La Diverticolite è una patologia dei paesi sviluppati, e si manifesta principalmente a causa della stitichezza cronica, ovvero la difficoltà di evacuare le feci giornalmente.

Questa malattia ha come motivo delle deformazioni delle pareti intestinali, che assumono una forma a sacca, chiamate appunto diverticoli. Tali sacche sono situate nella parte interna del sistema digerente, ovvero nella zona più delicata del nostro intestino. La Diverticolite si manifesta quando queste piccole sacche si infettano, determinando così un’infiammazione del colon.

Cosa sono i Diverticoli?

Nello specifico, quando si parla di diverticoli, si vuole indicare le piccole sacche sporgenti, di cui abbiamo accennato sopra, che si localizzano lungo le pareti intestinali, in particolar modo nella parte bassa dell’intestino crasso. La loro comparsa è strettamente collegata ad un indebolimento della muscolatura del colon, oppure ad un aumento pressorio dovuto a problemi intestinali, come la stitichezza.

I diverticoli causano la diverticolosi, che di per se non è una patologia insidiosa, ma diviene diverticolite se questi si infiammano.

Le cause della Diverticolite

Nel video qui sotto, un esperto chirurgo parla delle cause della Diverticolite e di quali problemi intestinali la causano e come possiamo prevenire

Attualmente, anche se non vi è nessuna prova accertata, la sola teoria dominante riguardo le cause della diverticolite, sarebbe una dieta povera di fibre. Questa patologia è stata scoperta ai primi del 900 negli Stati Uniti, dal momento in cui determinanti cibi vennero introdotti nella dieta locale, che comportarono una riduzione notevole dell’assunzione di fibre da parte dell’intera popolazione.

La diverticolite è molto sviluppata in tutti i paesi industrializzati, in particolar modo negli Stati Uniti, in Australia ed in Inghilterra, dove la dieta abituale è scarsa di fibra, mentre è molto rara in Africa ed in Asia, dove la maggior parte della popolazione, assume correttamente le fibre alimentari.

Tali sostanze sono presenti nella frutta, nei cereali integrali e nella verdura, ma il nostro apparato non è in grado di digerirle completamente. Alcune di queste fibre vengono chiamate “fibre solubili” perché si sciolgono con estrema facilità in acqua, tanto da divenire un alimento dalla consistenza soffice e gelatinosa nel nostro intestino, a differenza di quella insolubile che passa immutata attraverso l’apparato digerente.

Sia la fibra solubile, che quella insolubile, favoriscono il transito intestinale, ammorbidendo le feci in modo che siano più facili da espellere. In presenza di stipsi, il nostro corpo compie notevoli sforzi per evacuare, e così facendo aumenta la pressione nel colon, che a sua volta determina il rigonfiamento del rivestimento, mediante punti deboli nella parete.

Si formano così delle sacche, che sono appunto i diverticoli. Anche la poca attività fisica potrebbe provocare la comparsa della diverticolite, ma tale aspetto non è stato ancora del tutto chiarito. Attualmente, la medicina è in grado solo di spiegare il perché i diverticoli si infiammino, ipotizzando che alla base ci sia la presenza di batteri, o feci, che ristagnano internamente al colon.

diverticolite

Diverticolite in forma acuta

La diverticolite in forma acuta è la conseguenza di una condizione di diverticolosi che è degenerata, ovvero una sindrome infiammatoria dei diverticoli che si trovano nel nostro intestino, in particolar modo nel colon, il tratto finale.

È costituita da piccole estroflessioni che si creano lungo la mucosa dell’intestino, proprio dove si verifica, a causa di altri fattori, una tensione muscolare. La diverticolite è una patologia ereditaria molto importante, che non deve essere sottovalutata, ed è necessario recarsi tempestivamente dal proprio medico di base, o dal gastroenterologo, già alle prime avvisaglie, in maniera tale da poter agire velocemente sul problema.

Una diverticolite non curata, o curata nella maniera non corretta, degenera e può manifestare conseguenze pericolose per il malato. La formazione di diverticoli si manifesta, nel 40% dei casi, nelle persone over 60, e nel 60% dei casi, negli over 80.

I sintomi della diverticolite

Nella maggior parte dei casi la diverticolite non provoca alcun malessere o disagio nella persona affetta, ma in alcune circostanze può capitare che il malato lamenti dolore, gonfiore addominale, bruciore, e costipazione nel basso ventre, una sintomatologia che è presente anche in altre patologie intestinali. Quando i sintomi non si placano, è necessario consultare il medico il prima possibile, per non aggravare il quadro clinico.

Il sintomo più comune che si manifesta in presenza di diverticolite è il dolore all’addome, mentre il segnale caratteristico della malattia riscontrato mediante gli esami, è la flaccidità situata nella parte bassa a sinistra del ventre. Il dolore che si manifesta normalmente è molto forte, e può esordire all’improvviso, per poi aggravarsi nell’arco di qualche giorno. Spesso a tali manifestazioni si possono accompagnare, vomito, nausea, febbre, brividi, stipsi e dissenteria.

Terapia e chirurgia nella Diverticolite

Tra i farmaci più impiegati in caso di diverticolite ricordiamo: Ciprofolax, Samper, Ciproxin e Kinox, appartenenti alla classe dei chinoloni. Questi farmaci vanno somministrati per via endovenosa, due volte al giorno. A seguire troviamo Metronid, Deflamon e Flagyl, anche’esse da somministrare al paziente per via endovenosa, ogni 6 ore.

Nelle forme acute di tale malattia, si utilizza il Sulfametossazolo, da somministrare ogni 8 ore per via endovenosa. Quando i trattamenti farmacologici non mostrano i risultati sperati, si può intervenire con la chirurgia, che consiste nella recissione della parte dell’intestino interessata, valutando anche l’eventuale estensione dei diverticoli nel resto dell’intestino. L’intervento chirurgico in presenza di diverticolite si esegue tramite laparoscopia.

Cosa mangiare in caso di diverticolite

Nei casi di diverticolite, viene consigliato il consumo alimentare di minestre, creme e semolini, o comunque cibi semiliquidi che evitino il ristagno di particelle di alimenti nei diverticoli. Sono assolutamente da evitare i latticini, il latte, naturalmente le fibre, e i legumi che ne sono ricchi, e la carne.

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