Diabete mellito: sintomi, cause e cure tipo 1 e 2

Il diabete mellito è una malattia molto seria, dovuta ad elevati quantitativi di glucosio nel sangue, a causa di alterazioni delle quantità di insulina, un ormone che ne dovrebbe regolare la l’assorbimento da parte delle cellule.

L’insulina è secreta dal pancreas, e quando i suoi livelli sono insufficienti, gli zuccheri nel sangue, sotto forma di glucosio, diventano eccessivi, causando il diabete mellito. Si scatena dunque una iperglicemia, che si rileva con i test diagnostici in concentrazioni di 200 mg/dl, generalmente effettuati un paio di ore dopo l’assunzione del glucosio.

Diabete indice degli argomenti:

  1. Diabete mellito cosa è?
  2. Diabete di tipo 1
  3. Diabete di tipo 2
  4. Diabete gestazionale
  5. L’insulina e gli zuccheri
  6. Sintomi del diabete
  7. Cure e rimedi
  8. Differenza tra diabete mellito e insipido

Il diabete

diabete mellito

diabete mellito

Il diabete è generalmente riferito al diabete mellito, la forma più grave di diabete, anche se esiste pure il diabete insipido, che ha poco a che vedere con l’altro, colpendo le vie urinarie con abbondanti minzioni.

Nel linguaggio comune con il termine diabete ci si riferisce solitamente diabete mellito. In realtà esiste un’altra condizione patologica detta diabete insipido. Queste due patologie non hanno né cause, né sintomi in comune tranne il fatto di presentare abbondanti quantità di urine.

Riferendoci da questo momento in poi al solo diabete mellito, la medicina ha individuato tre forme diverse:

1. diabete mellito di tipo 1

2. diabete mellito di tipo 2

3. diabete gestazionale

A seconda del tipo di diabete, cambiano le terapie utilizzate per il suo contrasto, e nel caso del diabete gestazionale, la causa viene scatenata dalla gravidanza, nell’8 per cento delle donne.

Diabete di tipo 1

diabete tipo 1

diabete tipo 1

Il diabete di tipo 1 è una forma che colpisce soprattutto i bambini o gli adolescente, e si presenta nel 10 per cento dei casi di diabete mellito. In passato il suo nome era infatti diabete giovanile o diabete insulino-dipendente, e la causa della carenza di insulina è da ricercarsi nella disgregazione, da parte degli anticorpi, delle cellule beta.

In sostanza questa è una malattia autoimmune, in quanto il sistema immunitario reagisce a quella che crede essere un’intrusione patogena, non riconoscendo le cellule beta prodotte dal corpo stesso.

Proprio queste cellule sono alla base dell’ormone dell’insulina, e la sua produzione è quindi interrotta o fortemente diminuita dallo stesso sistema immunitario. Purtroppo non ci sono rimedi a questo errore degli anticorpi, e quindi l’unica soluzione è la somministrazione quotidiana di insulina.

Da qui il vecchio nome di diabete insulino-dipendente. Come quasi tutte le malattie autoimmuni, non vi è certezza sui motivi per cui gli anticorpi attaccano le stesse nostre cellule, e le ipotesi sospettano motivi ambientali o genetici.

Non ci sono relazioni certe di ereditarietà del diabete di tipo 1, ma solo alcune casistiche. I sintomi del diabete di tipo 1 sono le minzioni eccessive e frequenti, la perdita di peso e le sensazioni di fame e sete.

Il diabete di tipo 2

diabete tipo 2

diabete tipo 2

Nel restante 90 per cento dei casi, il diabete si presenta nella forma di tipo 2, spesso ereditaria, e dovuta ad una combinazione di bassa insulina e alimentazione scorretta. Infatti sono colpiti in genere gli individui adulti, dopo i 40 anni, e in particolare quelli di peso eccessivo.
Nel diabete di tipo 2 si riconoscono due condizioni essenziali che scatenano l’eccesso di glucosio nel sangue:

1. Deficit di secrezione insulinica: una secrezione non adeguata di insulina, non bastante per regolare l’assorbimento cellulare del glucosio.

2. Insulino-resistenza: una qualità insufficiente dell’insulina, che produce lo stesso effetto di insufficienza nella regolazione dell’assorbimento.

Le due condizioni possono essere anche concomitanti, ma con l’insulino-resistenza la quantità di insulina prodotta tende ad aumentare per sopperire alla scarsa qualità, portando ad uno stress del pancreas e, a lungo termine, all’effetto contrario, ovvero al deficit di secrezione.

A differenza del diabete di tipo 1, che si manifesta immediatamente, quello di tipo 2 può risultare latente per molti anni. Oltre alla causa ereditaria, riscontrata in molti studi, il diabete di tipo 2 insorge negli obesi, per cui è fondamentale avere sempre un’alimentazione corretta, ma anche praticare attività fisica. Lo stress e la sedentarietà sono infatti dei fattori a rischio per il diabete.

I sintomi sono le minzioni abbondanti e frequenti, la stanchezza, il dimagrimento e la sete.

Il diabete gestazionale

Il diabete gestazionale si manifesta durante la gravidanza, e colpisce l’8 per cento delle donne, per poi risolversi autonomamente dopo il parto. Rappresenta comunque un fattore a rischio per una successiva comparsa del diabete di tipo 2.

Il diabete gestazionale deve essere contrastato con un’adeguata dieta, per non compromettere il fegato, e nei casi più gravi, anche con la somministrazione di insulina.

Il diabete gestazionale è stesso asintomatico e quindi trascurato. I sintomi, quando si presentano spesso in forma leggera, sono gli stessi degli altri tipi di diabete, ma possono presentarsi anche cistite e candidosi. I fattori a rischio sono gli stessi degli altri tipi di diabete.

L’insulina e gli zuccheri

L’ormone dell’insulina è prodotto dalle isole di Langherhans ed è il regolatore dell’assorbimento del glucosio, un prodotto della nutrizione, in particolare degli zuccheri ingeriti con il cibo. Che gli zuccheri sia semplici oppure degli amidi composti, questi si trasformano in glucosio, che fornisce l’energia al corpo umano.

Come tutti gli elementi, la quantità di glucosio nel sangue deve essere equilibrata, per non creare gravi danni, che nel caso del diabete possono condurre anche alla morte. La misurazione delle quantità di glucosio è detta glicemia, i cui valori standard sono tra 60 e 130 milligrammi per decilitro di sangue.

Quando questa supera il limite standard massimo, allora si entra nella condizione, piuttosto pericolosa, di iperglicemia. Se misurata a digiuno, la glicemia deve essere compresa tra i 70 e i 110 mg/dl, mentre tra i 110 e i 135 mg/dl, il corpo umano si trova in una condizione di IFG, acronimo di condizione alterata di glicemia. Questo è il primo campanello d’allarme per chi ne soffre, in quanto potrebbe determinare uno stato pre-diabetico, e quindi la necessità di correre ai ripari correggendo l’alimentazione e lo stile di vita.

La diagnosi del diabete

Lo stato pre-diabetico, considerato dal valore di 126 mg/dl, diventa stato diabetico quando i valori della glicemia saranno a 200 mg/dl. Lo stadio pre-diabetico tra i 140 e i 200 mg/dl viene indicato come ridotta tolleranza al glucosio (IGT), e mette in allarme il vostro medico per uno sviluppo possibile di Diabete conclamato.

Chi soffre di diabete, o ha il sospetto di soffrirne, deve svolgere esami frequenti, che possono essere effettuati anche a casa. Sono infatti ormai disponibili i glucometri a costi contenuti, che possono misurare la glicemia in tempi quasi istantanei, stando comodamente seduti in casa. Le analisi devono essere effettuate tutti i giorni, per i diabetici di tipo 2, o anche ogni 2 giorni per i diabetici di tipo 1. La misurazione va fatto ad un paio d’ore dal pasto, e le misurazioni vanno tutte annotate per stabilire i livelli glicemici medi.

I sintomi del diabete

Come già accennato, ci sono dei sintomi evidenti per riconoscere la comparsa del diabete mellito, se questi compaiono contemporaneamente. La sensazione costante di fame e di sete sono i due sintomi più evidenti. La fame, in particolare, è dovuta al mancato assorbimento cellulare del glucosio, dovuto al diabete.

Come è noto, gli zuccheri sono un elemento che fornisce energia alla cellule, spegnendo così la fame e dando sazietà all’individuo. La perdita di peso e la minzione frequente sono un altro sintomo del diabete, associato alla stanchezza.

Poi inoltre vi sono una certa difficoltà per le ferite a rimarginarsi, e la presenza di pelle secca, specialmente agli arti inferiori. Spesso il diabete è anche causa di febbre e il malato risulta più soggetto alle infezioni.

Cure e terapie

A seconda del tipo di diabete, saranno prescritte le terapie necessarie per la salvaguardia del paziente. Per il diabete di tipo 1, come detto, l’unica cura necessarie è la somministrazione quotidiana di insulina. Purtroppo, attualmente, non vi è una cura per questa patologia, come per quasi tutte le malattie autoimmuni, e i pazienti oggi, si devono rassegnare ad essere dipendenti dall’iniezione di insulina per tutta la vita.

Per i pazienti affetti da diabete di tipo 2, la terapia migliore è uno stretto controllo alimentare e fisico. Se si è obesi bisogna assolutamente cercare di perdere peso e tornare in forma, facendo sport e mangiando in modo responsabile. Se l’obesità è dovuta ad altre patologie, si deve cercare di risolverle.

Una dieta povera di zuccheri è assolutamente necessaria, ma questi accorgimenti non dovessero produrre risultati, allora si dovrà ricorrere alla farmacologia, con la somministrazione di pillole ipoglicemizzanti, che hanno il compito di abbassare i livelli di glicemia. Solo in determinati casi specifici, il medico può decidere di somministrare l’insulina al paziente.

Differenza tra diabete mellito e insipido

Come abbiamo accennato in precedenza, il diabete può essere, raramente, anche insipido. Si tratta di un tipo di diabete che ha poco a che vedere con il mellito, essendo accomunato a questo solo nei due sintomi di minzione frequente e sensazione di sete. Nel diabete insipido infatti, non vi è un difetto insulinico e glicemico alla base della malattia, ma un problema di diuresi.

Non sono i valori degli zuccheri ad essere alterati, ma la minzione, a causa di una cattiva secrezione dell’ormone vasopressina che regola l’attività renale e la diuresi. Il malato di diabete insipido ha minzioni frequenti perché questo ormone non funziona, o funziona male, non favorendo, come sarebbe suo compito, il riassorbimento dell’acqua da parte dei reni. Le urine così risultano molto diluite e abbondanti.

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