Appendice infiammata: cause, sintomi, cosa mangiare e rimedi

Appendicite sintomi

L’appendicite è una patologia di origine infiammatoria che ha colpito l’appendice vermiforme, presente nel tratto iniziale dell’intestino crasso. Questo prolungamento intestinale è molto esile, lungo circa 10 centimetri per un diametro di 6 millimetri, e sembrerebbe non avere alcuna funzione nell’apparato umano.

Nonostante questo però, quando tale organo viene colpito da una infiammazione, può mettere in serio pericolo la salute dell’intero apparato, come è stato possibile riscontrare dalle testimonianze di tutti colore che hanno dovuto farsi asportare l’appendice tramite la chirurgia d’urgenza.

La prevalenza dell’infiammazione all’appendice, tende ad interessare con i suoi sintomi principalmente i neonati, gli adolescenti e la prima metà dell’età adulta, anche se potrebbe creare disturbi a tutte le età.

Appendicite sintomi

Appendicite sintomi

Le cause dell’appendice infiammata

La principale causa dell’appendicite è l’ostruzione interna all’appendice, causata a sua volta dal ristagno di materiale non digerito, oppure dalla presenza di ipertrofia dei follicoli linfatici appendicolari, che possono inoltre aumentare, sia di dimensioni che di numero, come conseguenza dell’infezione locale o sistemica, ovvero provocata da morbillo, tifo, mononucleosi, gastroenterite ed infezioni del tratto respiratorio.

Queste infezioni interessano tendenzialmente i soggetti giovani, dal momento che una volta superati i 30 anni di età, quando i follicoli linfatici si riducono in maniera significativa, fino alla totale scomparsa nella sesta decade di vita. Proprio per questo, l’appendicite, quando si manifesta nelle persone adulte, è la causa di un ristagno fecale, oppure di sali inorganici, ed inoltre in casi molto rari, potrebbe essere la conseguenza della presenza di un corpo estraneo, come calcoli biliari, neoplasie o parassiti intestinali.

Qualunque sia la natura dell’ostruzione, l’accumulo del muco che l’organismo continua a produrre senza che trovi sfogo, si deposita nella sede intra-appendicolare, ed in questo maniera, fa aumentare la pressione interna nell’appendice. Con l’aumento pressorio, si ostacola la perfusione, fino a provocare nel malato delle stasi linfo-venosa, compromissione arteriolare ed ischemia tissutale. Una delle complicanze più gravi dell’appendicite, è la peritonite generalizzata, che se non viene tempestivamente trattata, può condurre un soggetto alla morte.

I sintomi nell’appendicite

Il primo sintomo in presenza di appendicite, è la sensazione di malessere generale che lamenta la maggior parte dei pazienti, accompagnato da febbre più o meno elevata, e dolori addominali localizzati principalmente nella zona ombelicare.

A distanza di 12-24 ore, tale dolore, che rappresenta il sintomo cadine dell’appendicite, si sposta verso il basso, fino ad irradiarsi nella fossa illiaca a destra, ovvero tra l’ombelico ed il fianco, in corrispondenza della sede anatomica dove si trova l’appendice.

Quando il dolore si manifesta con intensità, molto spesso il soggetto interessato è costretto ad adottare una posizione antalgica, con le cosce flesse verso il bacino, in posizione sdraiata. Molto spesso, nella sintomatologia, sono presenti anche disturbi gastrointestinali, anche se questi possono variare a seconda del soggetto, e possono essere vomito, specialmente nei bambini, e scariche frequenti di diarrea.

Appendice infiammata cosa mangiare?

L’alimentazione, in presenza di appendice infiammata, ricopre un ruolo importante. Vediamo cosa è consigliato mangiare.

È stato infatti appurato che un apporto dietetico di fibre, unito ad uno stile di vita alimentare sobrio, contribuisca a prevenire tale disturbo, che sembra affliggere gran parte dei paesi Occidentali. Un cibo molto importante da introdurre sono i cereali, seguiti dai legumi e dalle frutta, da consumare quotidianamente, senza aggiungere grassi ed oli che andrebbe sostituiti da spezie. Anche la scelta del prodotto è importante.

Quando è possibile, se soffri di appendice infiammata o sintomi da appendicite bisogna optare per le farine integrali, non solo quelle con aggiunta di crusca. È importante moderare la quantità dei grassi che si portano in tavola ed essere più attenti alla qualità del cibo ma anche agli attrezzi utilizzati per cucinarlo.

Utilizzare pentole e tegami antiaderenti, cucinare al vapore, al cartoccio, al forno e limitare l’utilizzo di burro, margarina, lardo, strutto e panna e proferire a questi, grassi di orine vegetale, come l’olio di oliva extravergine, oppure l’olio di semi, sono i consigli migliori per chi soffre di appendicite. È consentito il consumo di 2 uova a settimana, e di pesce, senza eccedere con le porzioni.

Non dimentichiamo inoltre di non consumare bevande zuccherate, o di consumarle con molta moderazione, e tra i dolci, di preferire sempre quelli da forno, che contengono al loro interno, meno zuccheri e più amido. Il consumo di marmellata, confettura, crema e miele, deve essere moderato, così come l’utilizzo di saccarosio, specialmente quello che tende ad attaccarsi ai denti, come le caramelle morbide o il torrone. Prima del consumo di bevande senza zucchero, consigliamo di leggere sull’etichetta che si trova dietro la confezione, quale dolcificante è stato aggiunto.

Leave a Reply