Fuoco di Sant’Antonio sintomi, incubazione, contagio, cause e terapie

Il fuoco di Sant’Antonio è noto anche come herpes zoster e si tratta di una patologia che interessa la pelle e le terminazioni nervose che viene causata dallo stesso virus della varicella. Il fuoco di Sant’Antonio riattiva infatti il virus herpes varicella zoster e si caratterizza da un’intensità e una varietà di sintomi diversa da caso a caso.

In questo articolo vedremo come avviene il contagio, quanto dura l’incubazione, la diagnosi, i sintomi principali e cosa fare in caso di infezione.

Cosa è e come si manifesta?

Fuoco di Sant'Antonio

Fuoco di Sant’Antonio

Di norma il fuoco di Sant’Antonio si manifesta con la comparsa di eruzioni cutanee come eritemi, vescicole e pustole, ma anche lesioni che solitamente appaiono all’altezza della vita o si concentrano solo su un fianco. Delle volte il fuoco di Sant’Antonio può interessare il viso, quindi l’area oculare e la fronte.

Il virus può diffondersi nell’organismo e interessare diverse aree del corpo umano. Quando colpisce l’occhio, il virus è alquanto pericoloso, perché non solo si manifesta con eruzioni cutanee molto dolorose, ma può pregiudicare la vista di chi ne è affetto e generare paralisi nei casi più gravi.

Le disfunzioni legate al fuoco di Sant’Antonio all’occhio sono inoltre disturbi all’udito, debolezza muscolare diffusa, problemi di equilibrio e nei casi gravi scompensi cardiaci.

Fuoco di Sant’Antonio sintomi

Fuoco di Sant'Antonio sintomi

Fuoco di Sant’Antonio sintomi

Il fuoco di Sant’Antonio si manifesta con questi sintomi:

  • forte e persistente bruciore alla pelle;
  • prurito e formicolio;
  • eruzioni cutanee, vescicole e pustole;
  • forte dolore al tatto;
  • bollicine tutte unite che creano una piaga simile a una bruciatura;

Quando correttamente trattato, il fuoco di Sant’Antonio non lascia segni, ma in molti casi le cicatrici possono restare per molti anni, soprattutto se il fuoco di Sant’Antonio si è manifestato in età giovane, una situazione rara ma che può comunque verificarsi.

Le lesioni guariscono solitamente nell’arco di alcune settimane e il dolore e il prurito localizzato diminuiscono una volta che il paziente inizia a sottoporsi al trattamento farmacologico. In alcuni casi, i sintomi del fuoco di Sant’Antonio permangono invece per molti mesi e questa condizione dipende sia dalla intensità del virus che dalle condizioni di salute generali del paziente.

Come avviene il contagio

Per comprendere l’origine del fuoco di Sant’Antonio è importante sapere che questa malattia infettiva è causata dallo stesso virus della varicella. Chi è soggetto dal fuoco di Sant’Antonio può quindi contagiare un’altra persona con la varicella se questi non l’ha ancora avuta nel corso della vita.

Questo specifico virus non si diffonde per via aerea perché non transita nei polmoni o nel sangue e il contagio è possibile solo se si entra in contatto con le lesioni provocate dalla malattia. Al contrario, chi è affetto da varicella non può trasmettere alle altre persone il fuoco di Sant’Antonio, ma solo la varicella stessa, e questa malattia infettiva può essere trasmessa con il respiro e con le goccioline di saliva infetta mediante soprattutto gli starnuti.

Quando compare il virus?

Il fuoco di Sant’Antonio compare quando un fattore scatenante di varia natura va a riattivare il virus della varicella che è latente nell’organismo nei nervi spinali. Il virus raggiunge quindi la pelle e, attraverso il sistema nervoso provoca la comparsa delle eruzioni cutanee, delle pustole e delle vesciche.

Fuoco di Sant’Antonio con Eruzione cutanea

Il fuoco di Sant’Antonio si manifesta con eruzioni cutanee nella maggior parte dei casi. Dopo un periodo di incubazione, come avviene in quasi tutte le malattie infettive, il virus raggiunge la pelle attraverso i nervi e si manifesta con eritemi di colore rosso scuro, con pustole e vescicole piene di liquido. Le aree più interessate sono solitamente il busto e il fianco, ma in casi gravi il fuoco di Sant’Antonio può raggiungere il viso e manifestarsi a livello degli occhi, sul collo e sul volto intero.

Fuoco di Sant’Antonio senza eruzione

Fare una diagnosi del Fuoco di Sant’Antonio è abbastanza semplice, perché purtroppo le vescicole e le pustole sono facilmente riconoscibili e molto estese. Se il paziente ha quindi contratto la varicella nella sua vita, il medico curante procede a diagnosticare il fuoco di Sant’Antonio, che è la riattivazione del virus latente. La varicella, base di questo virus, non può infatti manifestarsi più di una volta nel corso della vita.

In rari casi può però verificarsi lo zoster sine herpete, ovvero il fuoco di Sant’Antonio che si manifesta senza l’esantema. In questo caso si vanno a verificare i sintomi e ad analizzare gli esami del sangue e il paziente viene sottoposto a una particolare terapia farmacologica.

Fuoco di Sant’Antonio cause

Come descritto, le cause del Fuoco di Sant’Antonio è una, ovvero la riattivazione del virus della varicella che si mantiene latente all’interno dell’organismo, annidandosi nei nervi.

Quando si contrae il virus della varicella, alcune particelle passano infatti dal sangue alle cellule nervose chiamate gangli sensoriali e qui i rimangono per molti anni. I gangli sensoriali si occupano di trasmettere le informazioni in merito al freddo, al caldo e al dolore, quindi se il virus si riattiva si diffonde attraverso e fibre che partono dal corpo dei gangli e raggiungono la pelle. In questo caso l’eruzione si manifesta con i sintomi quali forti escoriazioni rosse scure, pustole e vescicole.

È importante considerare che il fuoco di sant’Antonio è una malattia alquanto comune e che colpisce solitamente soggetti con età superiore ai 40 anni. La sua incidenza è frequente negli anziani e le persone più inclini a svilupparlo sono sicuramente i soggetti che hanno disturbi del sistema immunitario, soggetti che assumono farmaci immunodepressori, soggetti colpiti da tumori e HIV e, in generale, persone che hanno già sviluppato la patologia nel corso della vita, in quanto il virus non scompare mai, ma resta latente nell’organismo.

Infine, anche i neonati cui le madri hanno sofferto di varicella nelle ultime settimane di gravidanza possono contrarre il fuoco di Sant’Antonio e questi casi sono molto gravi e devono essere trattati con la massima attenzione.

Terapia

Il Fuoco di Sant’Antonio si cura con l’assunzione di farmaci antivirali che necessitano in assoluto la prescrizione medica e che sono in grado di diminuire l’intensità, quindi la durata della malattia. I famaci antivirali lavorano anche per impedire che si verifichino disturbi connessi con la patologia, alcuni di natura anche gravi, ovvero bloccano la degenerazione del virus.

La terapia deve essere iniziata appena ci si accorge di avere eruzioni, pustole o vesciche sulla pelle. Purtroppo il periodo incubazione del virus non si manifesta visivamente, quindi è difficile attuare una diagnosi precoce, anche se molto spesso le persone avvertono debolezza e spossatezza in questo periodo.

Se trattato con prontezza, il fuoco di Sant’Antonio scompare nei sintomi cutanei nell’arco di un paio di settimane e non lascia cicatrici. Se invece il virus coinvolge i nervi cranici può indurre a lesioni oculari e uditivo facciali. In alcuni casi si verifica la cosiddetta nevralgia post erpetica che si manifesta alcune settimane dopo la manifestazione cutanea del virus e che può durare anche alcuni mesi

Farmaci

I farmaci prescritti per la cura del Fuoco di Sant’Antonio sono quindi gli antivirali e l’intero ciclo deve essere seguito sotto stretto controllo medico. Di solito viene anche consigliata un’integrazione di sali minerali e di fermenti, al fine di rafforzare il sistema immunitario. In alcuni casi il fuoco di Sant’Antonio viene trattato con antinfiammatori corticosteroidi.

Vaccino

Esiste, in ogni caso, il vaccino per il Fuoco di Sant’Antonio, che contiene il virus antenato della varicella zoster.

Il vaccino è stato diffuso negli Stati Uniti e in alcuni stati europei e ricerche hanno dimostrato che la sua somministrazione riduce la possibilità di ammalarsi del 64% nelle persone comprese fra i 60 e i 69 anni di età e attenua il rischio di complicazioni nelle persone con più di 70 anni, la fascia di età più soggetta a contrarre il virus. In Italia il vaccino viene distribuito gratuitamente alle persone di età superiore ai 65 anni in alcune regioni del paese.

3 Comments

  1. Rino
  2. MAIORANA MARIA

Lascia un commento