Paura e ansia del tempo che passa – come affrontarla?

Nell’ultimo articolo abbiamo parlato di come sia possibile affrontare l’ansia in modo corretto. Ci chiedevamo se la mente costruisce la percezione del tempo, quali ingredienti le servono: ne usa diversi, come la memoria, la concentrazione, l’immaginazione, differenti emozioni.

Ti è utile saperlo? Decisamente si!

Perché se cogli il legame tra la tua ansia e il tuo modo di “sentire” il passare del tempo hai in mano la carta vincente per bloccare il circolo vizioso ed evitare che aumenti fino a diventare un attacco di panico vero e proprio.

paura del tempo che passa

Per esempio se sperimentiamo uno stato di paura il tempo ci sembra correre fortissimo e di non averne abbastanza, hai mai visto qualcuno che mentre ha paura senta di avere un sacco di tempo davanti a sé? Accade il contrario, in caso di paura pare che il tempo non ci basti, magari per evitare il peggio o per fuggire. Sensazioni soggettive naturalmente.

dott.ssa-fulvia-tramontano-2Ecco il secondo articolo a cura dell’esperta psicoterapeuta Fulvia Tramontano, risponderà anche ai vostri commenti in pubblico ed in privato. A fondo articolo trovate i suoi riferimenti

Non perdere di vista che l’ansia, quel modo affannoso, apprensivo, preoccupato, carico di tensione che ti afferra è legato a doppio filo al Tempo, alla percezione soggettiva dello scorrere del tempo, al Dio Kronos dell’antica mitologia greca. La concezione che hai del tempo influenza pensieri e comportamenti in modo potente.

Il nostro sistema nervoso è in grado di rappresentare al presente eventi che sono in realtà nel passato, tramite il ricordo; rappresentarli al futuro, tramite l’immaginazione, e rappresentarli al  presente stesso, tramite la diretta percezione. Questa capacità di prefigurare un evento che ancora non c’è e forse mai ci sarà, renderlo attuale, vivo e già presente è un innesco per l’ansia, un tipico modo di funzionare della mente che produce ansia e fa provare la sensazione acuta di accelerazione.

Ti sei chiesto perché la mente lo faccia? Escludi che sia un caso, non lo è, o un errore della mente la quale, se lo fa, ti sta invece comunicando qualcosa, nel linguaggio che le è proprio.

Si  accelera quando si vuole allontanarsi, fuggire, mettere distanza ed è questo che sta cercando  di dirti l’ansia, manifestando una tendenza di non calma e non tranquillità, che ti obbliga ad “allontanarti” dal problema ( o pensiero o evento che ha scatenato l’attacco di ansia).

Devo dirti, come già hai direttamente sperimentato, che non sarà mai fuggendo dall’evento scatenante che supererai lo stato d’ansia.

E che fare allora ?

Valgono di nuovo le prime due regole che già conosci, respira a fondo, curando soprattutto la fase di espirazione e cerca di fermarti nel qui ed ora, nel momento presente. E’ molto consigliata e utile la meditazione per esempio.

In fondo il futuro ancora non esiste e il passato è alle tue spalle: solo il presente è il tempo che puoi vivere, istante dopo istante. Quindi concentrati sul presente – è molto facile – seguendo con il pensiero ciò che per certo caratterizza l’istante: il tuo respiro. Nel respirare devi solo fare caso ad ogni respiro, ascoltando con attenzione l’aria che entra e l’aria che esce … l’aria che entra e l’aria che esce … questa disarmante semplicità “disarma” semplicemente l’ansia, se resti concentrato sul respiro.

Gli inglesi si dicono: simply here, simply now ..

A cura della dott.ssa. Fulvia Tramontano (per domande e consulenze scrivimi a f.tramontano@ftstudium.it)

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