Il progesterone: lo conosci?

Il progesterone ha una funzione primaria sia nella fertilità della donna che nel portare a compimento la gravidanza.

Questo ormone è, infatti, responsabile dell’attecchimento dell’ovulo alle pareti dell’utero ed è per tale motivo che alcuni casi di infertilità, dove si evidenziano livelli bassi di progesterone vengono trattati con una cura integrativa. La stessa somministrazione di progesterone naturale si concentra nella seconda parte del ciclo.

L’accoglimento nell’utero dell’ovulo fecondato è dovuto anche al cambiamento dell’ambiente stesso uterino, in quanto si modifica la consistenza della mucosa e anche la vascolarizzazione.

Progesterone

A cosa serve il progesterone?

Il progesterone è un ormone tipicamente femminile e steroideo che si associa ai progestinici.

Per tornare al ruolo del progesterone nel periodo fertile della donna, i livelli di progesterone calano quando non avviene alcuna fecondazione, in modo che la mucosa dell’endometrio si sfaldi e porti alla comparsa della mestruazione.

Se, invece, l’ovulo si impianta all’interno dell’utero, dando l’avvio a una gravidanza, è la placenta che, invece, produce il progesterone insieme a quello del corpo luteo fecondato.

Il progesterone ha anche una funzione termogenica, cioè tende a far alzare la temperatura basale della donna proprio durante i giorni fertili. Alcuni sistemi di ricerca di una gravidanza si basano proprio sulla misurazione della temperatura corporea per individuare i giorni fertili. A causa di questa reazione in questo periodo, che dura circa 10 giorni, la donna brucia più calorie rispetto al resto del ciclo.

Rispetto alla procreazione, il progesterone è uno steroide con una funzione protettiva, prima dell’embrione e poi del feto, fino alla fine del periodo gravidico.

Il progesterone crea le condizioni per cui l’ovulo fecondato non sia riconosciuto come corpo estraneo dall’organismo femminile e attaccato dal sistema immunitario. La grande quantità che viene prodotta dal corpo femminile serve anche per non creare contrazioni pre tempore, quindi regola la funzionalità della muscolatura che riveste l’utero.

I livelli alti di progesterone permettono anche che non si impianti una nuova gravidanza, quando questa è già in atto.

Quando serve il progesterone?

Il corpo femminile lo produce sopratutto durante il periodo fertile, quando il ciclo è arrivato al rilascio del corpo luteo. Quest’ultimo si crea a partire dal follicolo, quindi in seguito all’ovulazione, che corrisponde grosso modo al 12°-16° giorno del ciclo. La cellula uovo nei giorni successivi si trasforma in un grumo di cellule, che con l’influenza degli ormoni secreti dall’ipotalamo, avvia la produzione di progesterone.

E’ questo il momento in cui il corpo della donna si prepara alla gravidanza, nel caso l’ovulo venga fecondato. Per completezza di informazioni, anche l’organismo dell’uomo produce il progesterone, ma in quantità molto minore, attraverso le cosiddette “cellule testicolari di Leydig“.

La produzione di progesterone nel primo trimestre di gravidanza è fondamentale per la formazione della placenta, che prende il posto, in un certo senso, del corpo luteo proprio nella produzione di questo ormone. I muscoli dell’utero tendono a essere più rilassati durante tutto il periodo della gravidanza in modo che il feto non abbia disagi, e solo al momento della nascita si riattivano per l’espulsione.

Il progesterone è indispensabile anche alla preparazione dell’allattamento, nell’ultimo periodo della gestazione.
Per quanto riguarda il ciclo mestruale, il progesterone si inquadra come regolatore dell’azione anche di altri ormoni, come gli estrogeni e favorisce la sintetizzazione dei corticosteroidi e degli androgeni.

Nella fase di premenopausa la somministrazione di progesterone è utile per regolarizzare i cicli mestruali che sono tipicamente discontinui, troppo ravvicinati o lontani nel tempo o caratterizzati da amenorrea e flusso abbondante.

Con il progesterone si agisce anche sulle secrezioni della mucosa uterina, contrastando invece gli effetti degli estrogeni e proteggendo la donna in menopausa dalla probabilità di sviluppare il tumore dell’endometrio (adenocarcinoma)

Gli effetti collaterali del progesterone

Quando assunto per via farmacologica il progesterone è solitamente ben tollerato ma può presentare alcuni effetti collaterali.

Tra i più frequenti vi sono:

  • perdite vaginali,
  • nervosismo e cambiamenti repentini dell’umore,
  • insonnia,
  • tensione e dolore mammario,
  • acne,
  • depigmentazione della pelle.

Altri disturbi riguardano quelli di tipo gastrointestinale, come diarrea, nausea, vomito, flatulenza, costipazione, gastrite e dolore addominale.

Il progesterone può alterare la funzione epatica e provocare crampi agli arti e disturbi respiratori. Un modo per alleviare gli effetti collaterali è la somministrazione topica del progesterone, in modo da non avere alcuna manifestazione avversa acuta o cronica.

Leave a Reply