Mirtillo nero – Succo, proprietà e controindicazioni

Il mirtillo nero i si colloca tra i frutti con proprietà quantitativamente e qualitativamente antiossidanti, a causa del contenuto in flavonoidi, tannini ed altri acidi fenolici. Sono tra i frutti con maggiore contenuto in antocianine, sostanze che riparano e proteggono l’integrità genomica del Dna.

Mirtillo nero

Mirtillo nero

Le proprietà biologico-funzionali del mirtillo nero dell’Alaska sono principalmente collegate all’elevato contenuto di principi attivi che esercitano potere antiossidante ai quali si affiancano anche altre sostanze.

Ciò comporta una capacità di ridurre il rischio di malattie cardiovascolari (arteriosclerosi e ictus) e di combattere le malattie di tipo degenerativo che conseguono all’invecchiamento nell’uomo, nonché di combattere alcune forme di cancro, attraverso l’aumento dell’inibizione della crescita cellulare.

I mirtilli sembrano quindi possedere attività antiossidante e proprietà biologiche in particolare attività anti carcinogenetica, vasoprotettiva, antinfiammatoria, anti-obesità ed anti diabetica.

Il mirtillo nero è ricco di proantocianidine (sostanze antiossidanti e antibatteriche), che permettono di prevenire la comparsa e le recidive di cistiti (infezioni urinarie), impedendo ai batteri di fissarsi e svilupparsi sulle pareti della vescica.

Grazie a queste proprietà antiossidanti, il succo di mirtillo rosso aiuta a prevenire le infezioni dell’apparato urinario, sia nell’uomo sia nella donna, e a contrastarne le recidive.

Ogni capsula contiene 12 mg di proantocianidine, ovvero un terzo della RDA (Dose Giornaliera Raccomandata) consigliata dall’Afssa (Agenzia Francese di Sicurezza Sanitaria degli Alimenti). La ripartizione del trattamento in 3 dosi giornaliere permette una migliore assimilazione del principio attivo da parte del corpo, pertanto un’efficacia superiore.

Gli antiossidanti sono sostanze che proteggono l’organismo umano dall’attacco dei radicali liberi, molecole che uccidono le cellule in modo indiscriminato e per questo motivo sono stati segnalati effetti di tipo chemiopreventivo e chemioterapeutico in vivo. Sono meccanismi di difesa in grado di proteggere l’organismo umano.

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I mirtilli, quindi, sembrano destinati ad occupare un ruolo importante dal punto di vista della salute nella dieta dell’uomo. Non solo: sembra che tali frutti siano anche in grado di potenziare la capacità cognitiva dell’uomo, in seguito alla riduzione del cosiddetto “stress ossidativo” a livello cerebrale mitigando i fenomeni infiammatori a livello dell’apparato vascolare.

Il mirtillo esiste in tre differenti specie: nero, rosso e blu

Il mirtillo nero e’ maggiormente ricco di principi salutari. Infatti contiene zuccheri e molti acidi, in particolare l’acido citrico (che protegge le cellule) ma anche l’acido ossalico, l’idrocinnamico e il gamma-linolenico.

L’acido ossalico è quello che conferisce il classico sapore asprigno del frutto; l’acido idrocinnamico è molto efficace perché è in grado di neutralizzare le nitrosammine cancerogene (prodotte nell’apparato digerente in conseguenza dell’ingestione di nitrati); l’acido gamma-linolenico invece è molto utile al sistema nervoso perché previene la nefropatia diabetica.

Ma non è tutto.

Il mirtillo nero dell’Alaska è particolarmente ricco di acido folico (una vitamina molto importante per le varie numerose funzioni che svolge) e contiene tannini e glucosidi antocianici, i quali oltre a dare al frutto il suo caratteristico colore, riducono la permeabilità dei capillari e ne rafforzano la struttura.

Le antocianine infine, presenti in grandi quantità, rafforzano il tessuto connettivo che sostiene i vasi sanguigni e ne migliorano l’elasticità ed il tono. Riescono in tal modo a svolgere un’azione antiemorragica nonché contro i radicali liberi. Tutte questa sostanze poi favoriscono e aumentano la velocità di rigenerazione della porpora retinica, migliorando la vista specialmente la sera, quando c’è poca luce.

Una postilla di evidenza al mirtillo nero dell’Alaska che , grazie alle condizioni climatiche nelle quali vive, è costretto a costruirsi una pelle molto più spessa che gli conferisce una concentrazione di principi attivi notevolmente superiori, apporta, infatti, circa 20 volte il valore nutritivo dei comuni mirtilli.

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