Dieta vegetariana rischi e benefici

I vantaggi e benefici della dieta vegetariana sono sempre più conosciuti. Vediamo quali sono, e cerchiamo di capire se esistono anche potenziali rischi.

Sai che in Italia le persone vegetariane raggiungono il 10% della popolazione e il trend è in continua crescita anche in base alle ricerche che provano che i vegetariani vivano di più? La dieta vegetariana assume molte varianti a seconda di come viene interpretata e applicata.

La dieta lacto-ovo-vegetariana elimina dall’alimentazione ogni tipo di carne animale, compresi pesci e crostacei, ma consente l’assunzione di alimenti di origine animale quale il latte e i latticini, le uova e il miele, ottimo prodotto utile per la nostra salute..

La variante vegana esclude invece dalla dieta anche tutti i cibi di provenienza animale come appunto il latte, le uova, i formaggi e il miele. Tuttavia ci sono vegetariani che accettano di consumare il pesce comunque.

Perchè scegliere la dieta vegetariana? Benefici, vantaggi e rischi

Senza dubbio il fattore principale è quello di salvaguardare la propria salute: eliminando l’assunzione di carni e grassi saturi diminuisce l’insorgere di problemi come le malattie cardiovascolari, il sovrappeso, e alcuni tipi di tumori.

Oltre alle motivazioni salutiste, nella scelta di una dieta vegetariana ci sono anche ragioni legate al pensiero di non far uccidere degli animali per cibarsene.

Ma anche motivazioni di tipo ecologico.

Si hai capito bene! Infatti l’allevamento intensivo arreca danni al pianeta e all’ambiente (con i disboscamenti effettuati per aumentare gli allevamenti, con l’aumento di emissione di anidride carbonica, lo spreco di acqua potabile), oltre a intensificare le malattie a causa dell’uso spropositato di medicinali, cortisonici ed antibiotici negli allevamenti che favorisce una pericolosa resistenza dell’uomo a questi farmaci.

Un altro vantaggio nell’accogliere una dieta vegetariana equilibrata è correlato anche all’abitudine di ricercare e selezionare la scelta degli alimenti prediligendo una quantità maggiore di frutta, verdura e cibi biologici in genere.

Ma ci sono rischi correlati alla dieta vegetariana?

Il rischio maggiore per i vegetariani è di incorrere in carenze di ferro e proteine con conseguenti anemie mentre nel caso dei vegani, si deve prestare davvero molta attenzione a non ritrovarsi anche carenze di determinate vitamine che si possono ritrovare solo consumando cibi di origine animale. Ma questo dipende solo da voi, da quanto e come riuscirete a variare la vostra dieta!

Un altro rischio che corrono i vegetariani, se non variano correttamente la propria dieta, è un eccessivo consumo di fibre alimentari, che puo’ essere dannoso in quanto riduce l’assorbimento di alcuni minerali come ferro e calcio.

Problemi che poi dovranno essere risolti in seguito con l’assunzione di integratori e medicinali annullando così tutti i benefici che si ricercano con questo tipo di alimentazione corretta basata sul consumo di molta frutta e verdura in primis, e sul mangiare sano in generale.

L’attività sportiva e dieta vegetariana possono coesistere?

La massa muscolare è correlata all’assunzione di proteine animali e una dieta vegetariana diminuisce l’indice di massa corporea.

Sicuramente per il nostro organismo è vantaggioso in termini di salute diminuire la quantità di carne rossa consumata per creare il giusto equilibrio, aumentando il consumo appunto di frutta e verdura di stagione, legumi, carboidrati integrali e, non per ultimo, praticare costantemente l’attività fisica!

I vegetariani godono di una salute migliore

Ecco 5 motivi a comprova del fatto che i vegetariani vivono di più rispetto a chi mangia carne:

5 – Bye Bye grassi

Se i vegetariani vivono di più rispetto a chi mangia carne, ciò è in larga parte dovuto al fatto che al minor apporto di grassi della dieta vegetariana.

A comprovare di questa tesi, uno studio condotto pubblicato sul JAMA (Journal of American Medical Association). Per giungere a questa conclusione i medici hanno monitorato oltre 74.000 membri appartenenti alla chiesa avventista per un periodo di 6 anni, suddividendoli in onnivori e vegetariani. Risultato?

A conclusione dello studio è emerso che i vegetariani vivevano in media circa 7 anni in più degli onnivori. Secondo i ricercatori un risultato dovuto all’assunzione di cereali integrali, legumi, frutta e verdura fresca e l’assenza di proteine animali.

I vegetariani vivono di più

4 – Addio tumori (?)

I vegetariani di più rispetto a chi mangia carne, anche per via di un minor rischio di andare in contro a tumori?

A sostegno di questa tesi uno studio condotto dai ricercatori della Loma Linda University, secondo i cui risultati, i vegetariani presenterebbero un rischio tumori inferiore del 75% rispetto agli onnivori.

3 – Un cuore d’acciaio

La dieta vegetariana è il modo migliore per proteggere il cuore, preservandolo da infarti e altre patologie cardiache? A comprova della detta tesi, uno studio condotto dall’Università dell’Oklahoma, secondo i cui risultati, i vegetariani presenterebbero un rischio infarti inferiore al 45% rispetto agli onnivori.

2 – Ottimismo

I vegetariani vivono più a lungo anche grazie al fatto di essere più ottimisti rispetto agli onnivori?

A dirlo i risultati di uno studio condotto dai ricercatori dell’Università di Cambridge, secondo i quali, alla lunga la positività finirebbe con l’avere incredibili effetti benefici sul sistema immunitario, preservando l’organismo da una lunga serie di malattie e regalando una maggiore aspettativa di vita.

1 – Una forma migliore

Eliminare la carne ed iniziare una dieta vegetariana è sicuramente quanto di meglio tu possa fare per garantirti una salute migliore. Motivo?

Stando ai risultati di uno studio condotto dall’Università di Bristol su un gruppo di 400 studenti universitari ambosessi con un’età compresa fra i 19 e i 28 anni, i vegetariani sarebbero molto più in forma ed in salute di chi mangia carne.

A comprova della detta tesi, il fatto che in fase di test, gli studenti vegetariani sono risultati esseri quelli con un miglior peso forma, nonché in grado di offrire eccellenti performance nello sport.

La carenza di ferro è uno dei  timori più diffusi tra chi decide di intraprendere la strada nei vegani. Vediamo cosa si può fare in merito e alcune considerazioni.

Innanzitutto è importante citare, al fine di rassicurare i neofiti, la dichiarazione dell’ADA (American Dietetic Association): “le diete vegetariane correttamente bilanciate sono salutari, adeguate da un punto di vista nutrizionale, e comportano benefici per la salute nella prevenzione e nel trattamento di alcune patologie”.

In pratica la dieta vegana in sé non espone a rischio di carenze più di quanto faccia un’alimentazione onnivora: in entrambi i casi la discriminante è sempre la capacità individuale di bilanciare la propria nutrizione in rapporto ai fabbisogni individuali, eventualmente col supporto di un nutrizionista.

Per quanto riguarda il ferro, uno studio condotto nel 1994 ha dimostrato come l’incidenza dell’anemia da carenza di ferro sia simile tra veg e non-veg. Addirittura le diete vegetariane sembrano fornire maggiori quantitativi di ferro rispetto alle onnivore.

La differenza sta nel fatto che il ferro contenuto negli alimenti vegetali è non-eme, meno assorbibile rispetto al ferro eme contenuto nelle carni, ma anche più sensibile sia ai fattori che ne aumentano l’assorbimento (come la vitamina C) che a quelli che lo limitano (come the, caffè, vino rosso, latte e derivati, ma anche fumo, stress fisico o psichico, aumentati fabbisogni dovuti ad esempio a gravidanza, allattamento, ecc.).

Una carenza probabile è a livello di ferritina, cioè di riserva, proprio per la diversa assimilabilità, ma questa si traduce in un minor stress ossidativo (che espone maggiormente alle patologie degenerative).

Questi dati introducono alcune importanti considerazioni:

1) Quando parliamo di salute, non possiamo restringere il campo d’indagine alla sola alimentazione ma è fondamentale considerare lo stile di vita complessivo, che può incidere in maniera significativa sull’assorbimento dei nutrienti e il loro fabbisogno

2) Nutrirsi correttamente, indipendentemente dalla propria scelta, significa essere consapevoli dei propri fabbisogni in relazione al proprio stile di vita, e sapere come soddisfarli

Concludendo, il ferro è presente in grandi quantità in tutti i legumi, nella famiglia delle Crucifere (cavoli e broccoli), nei cereali integrali, in semi e frutta secca. Il suo assorbimento può essere incrementato assumendo contemporaneamente cibi ricchi di vitamina C (ad esempio aggiungendo all’insalata kiwi, agrumi e peperoni).

Contemporaneamente è importante evitare gli alimenti che ne limitano l’assimilazione, cioè vino rosso, cioccolato, caffè e the per la presenza di tannini, e soprattutto i latticini, che ne limitano l’assorbimento fino al 50%.

Attendo i tuoi commenti e le tue esperienze positive o non, in termini dieta vegetariana per sapere cosa ne pensi su questo argomento.

9 Comments

  1. roberto
    • Ale
    • Bernardo
  2. Anna Rizza
  3. Aandrea
  4. kandy
  5. Barbara
    • Redazione di Curarsi

Lascia un commento