LA PROPOLI

PROPRIETA’

Spesso le api visitano piante della famiglia delle conifere, pioppi e altre specie come il faggio e l’ippocastano, per raccogliere resina dalla corteccia e dalle gemme degli alberi.
In Europa le principali fonti della propoli sono: l’Ontano, la Betulla, il Nocciolo, la Quercia, il Pioppo e il salice.
Le gemme del pioppo rappresentano la principale fonte della propoli, sia in Europa, in Sud America, in Asia Occidentale e Africa Settentrionale.
La propoli rappresenta la difesa dell’ alveare per le sue proprietà meccaniche: serve a rivestire le pareti, sigillare le giunzioni, fissare tutto ciò che si muove, otturare le crepe, creare delle difese nella parte posteriore dell’ingresso per impedire l’entrata di altri insetti e ridurre le dimensioni del passaggio per l’involo al primo manifestarsi della brina.
La propoli possiede proprietà batteriostatiche, battericide, fungicide e antisettiche che ne fanno una barriera contro micosi, batteri e virus; le api spalmano con un sottile strato di propoli, l’entrata dell’ alveare e l’interno degli alveoli destinati a ricevere le uova, il miele o il polline.La utilizzano anche per mummificare i cadaveri dei predatoriche sono stati uccisi dopo essersi introdotti all’interno dell’alveare e che sono troppo grossi per essere espulsi.
La propoli possiede proprietà batteriostatiche equivalenti agli antibiotici più potenti; essa è in grado di agire su strafilococchi, streptocochi, bacilli, proteus, salmonella, e sul Helicobacter pylori, responsabile dell’ulcera gastroduodenale.
I flavonoidi e le molecole aromatiche della propoli esercitano una potente azione antivirale contro l’influenza e le affezioni otorinolaringoiatriche ( angine, sinusiti, otiti) anche i virus dell’ herpes, dell’ epatite B possono essere combattuti efficacemente con la propoli.
In dermatologia è usata per eliminare funghi patogeni, sia del’ epidermide sia delle mucose, stimolando il sistema immunitario; inoltre è cicatrizzante: aiuta a rigenerare i tessuti in cui siano presenti ustioni di secondo grado o colpiti da eczema.
Per impiego terapeutico la propoli si trova sottoforma di tintura officinale: si ottiene diluendo 25% di propoli pura in una soluzione di alcol a 70° lasciandola macerare per almeno 21 giorni prima di filtrarla.
Le pomate e gli unguenti ( a base di vasellina o lanolina o anche un unguento idrosolubile) che contengono dal 10% al 30% di propoli si applicano sulle verrucche, ustioni e ferite.

COMPOSIZIONE

Nella composizione chimica della propoli sono state individuate principalmente resine, cere, oli volatili, polline, glucidi, amminoacidi, vitamine, enzimi, sali minerali e impurità.
I maggiori gruppi di sostanze sono:
– 55% di resine e balsami ( i balsami sono sostanze naturali liquide o semiliquide ottenute dalla corteccia di alcuni alberi)
– 7,5-35% di cere di natura vegetale e cera d’api
– 10% di oli essenziali
– 5% di polline
-5% di acidi grassi
– 4,40-19% di impurità
– terpene
– vitamine A,B,E,PP
– oligoelementi: alluminio, argento, cromo, cobalto, ferro, magnesio
– aminoacidi liberi: prolina e arginina

LA RACCOLTA

L’ape raccoglie la propoli tramite le sue mandibole: taglia dei frammenti chge trasporta, come il polline, nei cestelli delle zampe posteriori; non appena depositata nell’ alveare, la propoli viene mescolata alle secrezioni salivari delle operaie e a una porzione variabile di cera per formare una pasta.
In Europa questa raccolta viene fatta all’inizio della primavera e nei primi giorni d’autunno.
Per l’apicoltore la propoli costituisce un ostacolo perchè le api mettono intorno ai telai giunture ecc…. Nel momento in cui apre l’arnia l’apicoltore deve staccare i diversi elementi con attenzione per non danneggiarli, poichè il calore rende la propoli più morbida, adesiva e vischiosa, deve raccoglierla con il freddo perchè diventa più dura e friabile per grattarla via più facilmente.
Dopo averla raccolta bisogna liberarla dalle impurità, così alcuni apicoltori, pongono sulla testata dei telai una speciale griglia costituita da numerosi interstizi che le api riempiranno.
Una volta riempita, si ritira e si mette nel congelatore; qualche ora dopo si fanno cadere dei pezzi di propoli mediante la torsione della griglia.